Secca della Scola, colonizzazione di Spirastrella cunctatrix e Spongia officinalis, fotografo PencoAmbiente marino dell'Isola d'ElbaBiodiversità marina dell'Isola d'Elba

Tutti i colori del mare per una biodiverità d'artista


La luce si diffonde sulla superficie dell'acqua e riflette tutte le tonalità del blu regalandoci il senso di un profondo richiamo. I nostri occhi abbracciano l'orizzonte che disperde e moltiplica all'infinito un benessere atavico: un appagamento silenzioso che congiunge il passato e il futuro e si rinnova in ogni istante al fondersi delle onde candide che si avvolgono e poi si protendono verso riva. Il desiderio di aprirsi al mare è sempre stato irresistibile e ha mosso il cuore e l'intelletto di tanti sconosciuti coraggiosi che hanno fondato le civiltà del Mediterraneo navigando tra le sue sponde per scoprirne le splendide isole e le loro naturali ricchezze. Il piacere di immergersi nel mare è invece un'esperienza del tutto personale ed è l'incontro irripetibile che ognuno ha verso se stesso e verso il proprio mondo profondo nutrito di intangibili sensazioni che sorreggono le insaziabili vie della conoscenza e i percorsi dell'esperienza. Anche i raggi luminosi non possono resistere al richiamo del mare e devono per forza immergersi bucando la superficie liquida. Così facendo, cambiano le loro infinite traiettorie per effetto della rifrazione e stemperano le tonalità luminose perché l'acqua è assai più densa dell'aria.
Tanti sono i fattori che influenzano queste comunità: la natura sabbiosa o rocciosa del suolo, il moto ondoso, la temperatura dell'acqua ma soprattutto il grado di luminosità. Finché c'è luce può avvenire la fotosintesi e quindi si possono trovare organismi vegetali. Quando regna il buio l'alchimia del sole non induce la reazione di combinazione tra ossigeno, idrogeno e carbonio e le molecole organiche non possono più costruirsi. Nelle profondità ci sono solo animali predatori che aspettano pazienti la loro razione di energia vitale da altri organismi.
É la luce, dunque, la prima responsabile della tavolozza di biodiversità del regno marino. Forme discrete e delicate si mescolano ad esseri viventi dalle tinte sfacciate che difficilmente potrebbero trovare un luogo sicuro sulla terraferma. Là sotto, i gialli e i rossi si sprecano e narrano l'incredibile ricchezza del mondo degli invertebrati. Dalla riva si susseguono la zona degli spruzzi che sfuma nella fascia prevalentemente sommersa dove spiccano i bianchi ombrellini dell'Acetabularia, i piccoli imbuti dell'Alga pavonia e, tra le fenditure rosate di alghe, il rosso provocante di un Pomodoro di mare, l'anemone Actinia equina. Allontanandosi da riva si giunge agli ambienti esclusivamente acquatici. La luce abbonda e quindi prosperano le alghe verdi accompagnate anche da alghe costiere brune. In questo ambiente si sviluppa la Posidonia oceanica che è una vera pianta e non un alga, e che ha una funzione straordinaria nella biologia marina perché rappresenta un grande ostello dove passano, si trattengono e si alimentano innumerevoli organismi.
Laddove l'ombra guadagna superfici sulle pareti rocciose non esposte e nelle cavità trionfano le tonalità del rosso e del giallo in tutte le possibili varianti. Alghe rosse dal colore violaceo, spugne arancioni e gorgonie cremisi. Anche i pesci che frequentano questo tratto mostrano livree vivaci. Nella zona seguente si sviluppano i coralli, belli e indifesi. Piccoli animali coloniali, trasparenti e fluttuanti, nascosti nel loro prezioso astuccio rigido da cui si aprono numerosissimi fori per permettere ad ogni esemplare all'interno di vivere, nutrirsi e respirare. Sono in balia del diffuso desiderio di possesso che spesso spegne inesorabilmente il loro destino trasformandoli in monili.

Testo a cura di Franca Zanichelli
Direttrice Parco Nazionale Arcipelago Toscano

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