9 Agosto 2022

L’Elba di Enza Viceconte

Scrivere di Enza Viceconte e dei suoi quadri sembra facile, ma non lo è. È una pittrice originaria della Puglia che conosco bene perché insegna arte nella mia stessa scuola a Portoferraio. Oltre ad essere una collega è una cara amica, riservata e dolcissima, una persona “bella” dentro e fuori e questa “bellezza” non poteva che emergere dalle sue splendide opere. Molto è stato scritto su di lei, e una parola è sempre evidente e protagonista: la luce. La luce è sicuramente la parola chiave dell’arte di Enza che si riflette nelle pennellate armoniose, lievi ma anche potenti, che rendono i suoi acquerelli creazioni realistiche ma anche sognanti, evocative del tempo presente ma anche di un passato senza età. I suoi dipinti sembrano delle magnifiche foto, con dettagli dall’aspetto tridimensionale, che danzano ispirati dalla luce che traspare da ogni pennellata. Molti lusinghieri giudizi si sono soffermati sulle marine di Enza, su quelle onde cristalline che fluttuano al sole o si rispecchiano in un cielo nuvoloso ma sempre ricco di luce. Un quadro che amo particolarmente è La Paolina, uno scoglio che si erge dal mare del versante nord dell’isola, piccolo ma fiero, eppure traboccante di vita, con i suoi arbusti verde scuro che si specchiano nell’azzurro cristallino dell’acqua.
9 Agosto 2022

Da casa mia si vede il mare

Quel luogo unico, lontano quanto basta dal mondo per ritrovarsi, rigenerarsi ed esprimere la propria creatività. Quell’angolo nascosto alla mondanità che sembra fatto apposta per pensare e dedicarsi agli affetti, all’amicizia, alle proprie passioni. Questa è l’Elba per Giorgio Faletti. Un’isola scoperta per caso, durante uno dei suoi viaggi per mare, e subito diventata familiare per l’indimenticato artista astigiano che in breve tempo decide di mettere su casa proprio qui. “L’intuizione Giorgio la ebbe una sera”, ci racconta la moglie, Roberta Bellesini, “dopo essersi affacciato dalla terrazza dello storico locale Sugar Reef, adagiato sulle colline di Capoliveri. Con lo sguardo rivolto verso il mare, Giorgio rimase così affascinato da quell’incantevole panorama da decidere in quel momento che la sua casa sarebbe sorta là, fra cielo e mare”. Non molto tempo dopo si presenta l’occasione. Nella metà degli anni ‘90 una villa con vista sul golfo di Capo di Stella, luogo a lui caro, viene messa in vendita. Giorgio non perde tempo e decide che quella sarà la sua nuova casa. Una casa che guarda a sud, verso l’infinito. Una casa che domina una terra di ferro e una costa ricca e frastagliata dai paesaggi e dai colori inconsueti
24 Gennaio 2022

Scorci, marine e notturni nell’arte di Flavio Orsi

Un pittore tanto più è bravo quanto più riesce a smarcarsi dai suoi maestri, senza tradirli. Se lo appendiamo al suo albero genealogico e la sua storia ci appare come l’eco o la giustapposizione o il condensato di storie precedenti, vuol dire che sta ancora compitando, come un bimbo sul banco di scuola. Il suo cammino comincia dal primo passo che muove nella direzione di un linguaggio personale e la sagacità del lettore sta proprio nel contarglieli, i passi, e nel seguirne la velocità, il ritmo, le esitazioni, le stanchezze, le soste, la recuperata elasticità. Flavio Orsi, che espone da quando aveva diciott’anni, è sulla buona strada da un bel pezzo. Il suo orizzonte artistico è la macchia, nell’accezione fiorita all’Elba principalmente dal secondo dopoguerra, che ha assai di più del livornese che del fiorentino, per una questione, potremmo dire, di sensibilità.