Negli anni ’60 un gruppo di letterati toscani animato da Geno Pampaloni e Rodolfo Doni fondò il Premio letterario che, dal 1984, porta il nome di Raffaello Brignetti, affermato scrittore nativo dell’Isola del Giglio e adottato dagli elbani per la sua lunga e importante permanenza a Marciana Marina. L’ambizione era quella di immaginare una sorta di isola di “Utopia culturale”, capace di accogliere e coronare grandi spiriti, non solo italiani e non solo narratori. Grazie al riconoscimento, sull’Isola sono arrivati poeti come Gatto e Montale, scrittori come Böll, Landolfi e Klüge, storici come Denis Mack Smith. Tra i finalisti, spiccano nomi illustri del calibro di Pasolini e Zanzotto, Max Frisch e Solzenicynl. Dopo un’interruzione di 10 anni, ha aggiunto al suo blasone il nome di Raffaello Brignetti, l’autore del Gabbiano Azzurro, che aveva fatto dell’Elba la sua patria elettiva, trasfigurando il mare nello specchio metaforico delle sfide della vita.
Dal 1984 il Premio ha ripreso il suo dialogo con le correnti più vive della cultura contemporanea grazie alla generosità, alla dedizione e alla sensibilità di Alberto Brandani, un manager convinto che il libro sia un indispensabile volano di sviluppo. Sono così arrivati altri allori significativi: tra i tanti, Mircea Eliade, Michel Tournier, Elemire Zolla, Mario Luzi, Maria Luisa Spaziani, Muriel Spark, Javier Cercas, Domenico Starnone.