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Il 25° anniversario del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, un avvenimento pieno di emozioni.

22 Marzo 2023

Il 25° anniversario del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, un avvenimento pieno di emozioni.

Sono orgoglioso di festeggiare il 25° anniversario dell’istituzione del Parco Nazionale dell’ Arcipelago Toscano che presiedo dal 2012 e ringrazio la redazione di ElbaPer2 per avermi dato l’opportunità di ricordare questa ricorrenza. Anche se nella storia gli anni 2020 e 2021 saranno ricordati tristemente per la pandemia, i miei ricordi tristi saranno attenuati da alcune emozioni forti che questo Parco mi ha regalato. Regali inaspettati, alcuni vere sorprese, altri coronamento di lungo impegno e lavoro di squadra. La ricomparsa della foca monaca a Capraia dopo decine di anni, una notizia straordinaria: l’ultimo avvistamento nell’Arcipelago Toscano era stato nel lontano 2009 al Giglio, mentre sono trascorsi 60 anni dall’ultimo avvistamento a Capraia. La notizia della nidificazione del Falco pescatore a Capraia (il falco pescatore era estinto come nidificante in Italia dal 1969 e ad oggi in Italia sono solo 7 le coppie nidificanti, della quali 6 in Toscana) è stato un evento eccezionale in un progetto che mi vede impegnato da anni, con la collaborazione di altri parchi, per creare una popolazione nidificante nella costa meridionale della Toscana, da congiungere con quella Corsa attraverso l’Arcipelago Toscano.
17 Marzo 2023

Jacopo Taddei Bellezza in Musica

Musica Bronzo di Riace o David di Donatello? Se dovessi paragonarlo ad uno di questi capolavori non saprei cosa scegliere. Lui ce li ricorda entrambi in “chiave” moderna, con la sua innata bellezza e con una maestosità che, insieme, gli conferiscono un’aurea magica dove il terreno e il divino si fondono, soprattutto quando ad “accompagnarlo” è uno strumento “ingombrante”, sensuale e “prezioso” per il suo colore, come Lui lo definisce. Se n’è innamorato quando lo “ha incontrato” per la prima volta; al primo “timido approccio” le sue piccole mani non arrivavano alle “chiavi”[1]. Aveva solo 7 anni quando fu letteralmente “folgorato” dall’“imperante” sassofono, appartenente alla famiglia dei legni e non degli ottoni, che da molti anni accompagna la sua vita come un caro amico. Sto parlando di Jacopo Taddei, sassofonista di fama internazionale, già all’età di 26 anni, sia sulla scena della musica classica e contemporanea che in quella jazzistica. Ho avuto l’onore ed il piacere di conoscerlo ed apprezzarlo musicalmente, qualche anno fa, in occasione di “Notte d’Agosto” nelle vesti di special guest di un gala dinner organizzato dal “Soroptimist International Club isola d’Elba”, e del “Festival Elba Isola Musicale d’Europa” che nel 2016 gli ha conferito l’Elba Festival Prize[2], riconoscimento assegnato ogni anno ad un giovane musicista talentuoso dopo un attento lavoro di talent scouting.
16 Marzo 2023

La costa bianca e verde di Portoferraio

Ogni Isola contiene sempre più isole al suo interno. Intrecci di storie, culture, tradizioni, personaggi, scorci e paesaggi. C’è un microcosmo in particolare che si contraddistingue per varietà di colori, profumi, ambienti e biodiversità: la costa verde elbana che si sviluppa lungo il versante settentrionale, a partire dal Golfo di Viticcio fino a lambire i bastioni di Portoferraio. L’insenatura molto ampia di Viticcio è famosa per i suoi tramonti in mare aperto, con Capraia e la Corsica sullo sfondo, e vi trovano riparo sempre numerosi yacht di varie fogge e dimensioni, che non di rado decidono di dormire nel golfo al riparo dal vento di scirocco. Da terra la si può raggiungere dal Golfo della Biodola attraverso il sentiero Cai 249, immersi nella rigenerante e rigogliosa macchia mediterranea, inebriati dalle essenze di rosmarino, timo, cisto, elicriso, tra le quali la fa da padrone il mirto, da cui il nome storico Marina della Mortella (Geom. Daniele Manzini, 1841), che una volta era usato dagli abitanti di Forno per andare a lavorare alla dirimpettaia Tonnara dell’Enfola, una vera e propria “cattedrale del mare”, oggi sede del “Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano”.
16 Marzo 2023

L’arte di Alex Rinesch e Sergio Marianelli

È l’ora dell’aperitivo. La Darsena Medicea si tinge dei colori della sera. L’aria è distesa. Le barche “cullate” dal mare, e l’antica Torre del Martello ci tengono compagnia. Il nostro incontro non è casuale, ma voluto e in un luogo a Lui molto caro. È qualcosa più di un Bar! È Il Baretto di Alfredo, al quale è legato da una profonda amicizia, dove gente di mare e non solo ricercano pace e buona musica. Sto parlando di Alex Rinesch. Ci conosciamo da molto tempo. Questa però è la prima vera occasione per scoprire nel profondo l’Uomo e l’Artista. Basta guardare i suoi occhi per capire quanto sia forte il suo legame con quest’Isola e con quei personaggi che, grazie alla loro autenticità e semplicità, lo hanno fatto sentire subito a casa. Mi parla di Domenico Amorosi, dei pittori Luciano Regoli, Gonni, Saffa, Marcello D’Arco, Claudio da Firenze, del G.A.E. (Gruppo Artisti Elbani) nel quale entra a far parte anche Alex, dello storico ristoratore Elbano Benassi, di Massimo Scelza con il quale ha collaborato allo storico “Corriere Elbano” come vignettista. Si innamora letteralmente dell’Elba quando i suoi genitori (il padre noto avvocato viennese e la mamma Direttrice del più noto salone di moda austriaco) lo portano per la prima volta nel 1972, all’età di 12 anni.
9 Agosto 2022

A proposito di Napoleone

Il 6 aprile 1814 Napoleone, dopo la sconfit-ta di Lipsia, arriva a Fontainebleau. Viene deciso il suo esilio all’isola d’Elba. Prima di partire si reca dalla sorella Paolina che lo abbraccia e lo consola per ore prima del suo congedo. Gli abitanti dell’isola d’Elba (che appartiene alla Francia dal 1802) non si aspettano certamente il suo arrivo e vengono avvisati con un manifesto del generale Dalesme che annuncia l’arrivo di Napoleone recitando: «Le vicende umane hanno condotto l’Imperatore Napoleone in mezzo di voi, e la di lui propria scelta ve lo da per Sovrano. Avanti d’entrare nelle vostre mura, il Vostro Augusto, e nuovo Monarca mi ha indirizzate le seguenti parole: mi affretto a farvele conoscere perché esse sono il pegno della vostra felicità futura. “Generale, io ho sacrificato i miei diritti agli interessi della Patria, e mi sono riservata la Sovranità, e proprietà dell’Isola d’Elba, a ciò hanno consentito tutte le Potenze.
9 Agosto 2022

Il Richiamo della Montagna

È sulla montagna che Alessio Gambini trova il rifugio ideale del corpo e dell’anima. Incontrarlo e conoscerlo è stata una vera fortuna. Ascoltarlo è affascinante perché la “sua storia” non ci racconta di un uomo comune che incarna la generazione del suo tempo. Non so se questo dipenda dal fatto che è di Pomonte, piccolo paese alle pendici del Monte Capanne, o che sua madre provenga dalla montuosa Galizia in Spagna, o forse dall’essere cresciuto su un’Isola, luogo per eccellenza ricco di contraddizioni, ma dove tutto ha sempre un fondamento. Vivere su un’Isola – come afferma Pirandello- «influisce moltissimo sulla capacità di ragionare, ma anche, forse, sulla capacità di sragionare». L’essere nati su un lembo di terra circondato dal mare, accentua la vena sognatrice degli isolani che sono costretti ad immaginarsi che cosa ci sia dall’altra parte dell’orizzonte.
9 Agosto 2022

Cosimo de’ Medici

Narra la leggenda che quando Cosimo era bambino il padre, Giovanni delle Bande Nere, volle che gli fosse gettato nelle braccia da una finestra di Villa Salviati, a Firenze, per capire dalla sua reazione il destino che avrebbe avuto. Il piccolo Medici sembra non si fosse assolutamente spaventato e qualche anno dopo, a diciassette anni, forse grazie alla fermezza del suo carattere, sarà prescelto dai senatori Francesco Guicciardini, Filippo Strozzi, Baccio Valori e Niccolò Acciaiuoli per ricoprire il ruolo di Duca di Firenze in seguito all’uccisione del Duca Alessandro. I senatori, ingannati, infatti, dalla giovane età e dall’indole taciturna e severa di Cosimo, pensarono di poter governare in sua vece, ma il giovane rivelò ben presto il lato del carattere “sollecito e risoluto” che lo avrebbe portato a divenire l’uomo più temuto di Firenze e il più potente della Toscana. Divenuto Duca, una delle sue prime mosse politiche fu di non scendere a patti con i fuoriusciti repubblicani che annientò nella battaglia di Montemurlo (1537) cancellando ogni loro speranza di ritorno al potere. Questa vittoria che legò politicamente Cosimo all’Imperatore Carlo V lo contrappose, invece, alla Francia di Caterina de’ Medici la quale, come ultima erede del ramo di Lorenzo il Magnifico, accusava Cosimo di aver usurpato i suoi diritti sulla Signoria di Firenze. Sotto gli auspici dell’Imperatore, il giovane Medici, il 29 luglio 1539, si unì in matrimonio con Eleonora, figlia di Don Pietro di Toledo, Viceré di Napoli e fratello del Duca d’Alba.
9 Agosto 2022

Domenici – Cigheri – Castelvecchi

Qualche tempo fa, abbiamo raccontato delle storie per la promozione social di alcune località elbane. In una di queste, ambientata negli anni Cinquanta, il protagonista, osservando un’anziana nei suoi abiti tradizionali, rifletteva sul bisogno dell’Isola di ricongiungersi con i propri ritmi, con la semplicità delle tradizioni dopo il passaggio della grande storia. Chiedo scusa per l’autocitazione, ma questa è stata la prima immagine che mi è venuta in mente, quando mi è stato chiesto di scrivere un articolo su Domenici, Cigheri e Castelvecchi, pittori post-macchiaioli uniti, come tanti altri artisti famosi, da un legame indissolubile con lo “Scoglio”, un luogo magnetico fonte di attrazione e ispirazione. È come se l’Isola, con le sue atmosfere, abbia lenito le ferite provocate dal nuovo secolo roboante. I paesaggi e in particolar modo le marine, scolpiti dalla luce tagliente di Lloyd o sfumati da Nomellini, rappresentano un tentativo di riconnettere l’anima popolare e antica con il linguaggio della pittura che stava emergendo. Anche P. Klee rimane colpito dal paesaggio, ritraendone le trasparenze e la poesia. Alcuni anni dopo la pittrice futurista Benedetta Cappa, moglie di Marinetti, subirà lo stesso fascino, dipingendo l’Elba nella sua opera Aereopittura di un incontro con l’isola. Di lì a poco altre vicende funestano l’Italia. Carlo Domenici, nel 1946, sbarca all’Elba ancora provata dalla guerra
9 Agosto 2022

L’Isola Verde

Milano, anni ’30. “Ero una bambina! Giocavo a mettere a letto le bambole nello studio di mio padre mentre lui giocava con le note. Dicevo così a chi mi chiedeva quale fosse il suo mestiere. Solo a me era concesso di stare nella stanza dove componeva opere ed operette, mentre ai miei due fratelli maggiori, troppo rumorosi, era proibito. Ho tanti bei ricordi di mio padre. Le passeggiate della domenica nelle vie del centro di Milano, in occasione delle quali erano frequenti lunghe conversazioni con gli amici con i quali parlava di musica. Ricordo quando, adolescente, mi fece portare i fiori e i saluti a Pietro Mascagni. Era un padre eccezionale e molto affettuoso”. A parlare è Donatella, figlia del grande maestro elbano Giuseppe Pietri. Il musicista e compositore, nato a Sant’Ilario, che ha portato l’operetta italiana al massimo del suo splendore ed espressione. Sono andata a farle visita nella sua casa di Portoferraio la cui terrazza domina Lo Scoglietto e la spiaggia delle Ghiaie dove il caso volle che i suoi genitori s’incontrassero per la prima volta nel 1917. Quella che diventerà la signora Pietri, (la sua “nespoletta”, come lui la chiamava) era figlia di Giovan Battista Saladino, Commissario Regio inviato temporaneamente all’Elba dal Ministero dell’Interno a risolvere problemi amministrativi del Comune.