16 Marzo 2023

L’arte di Alex Rinesch e Sergio Marianelli

È l’ora dell’aperitivo. La Darsena Medicea si tinge dei colori della sera. L’aria è distesa. Le barche “cullate” dal mare, e l’antica Torre del Martello ci tengono compagnia. Il nostro incontro non è casuale, ma voluto e in un luogo a Lui molto caro. È qualcosa più di un Bar! È Il Baretto di Alfredo, al quale è legato da una profonda amicizia, dove gente di mare e non solo ricercano pace e buona musica. Sto parlando di Alex Rinesch. Ci conosciamo da molto tempo. Questa però è la prima vera occasione per scoprire nel profondo l’Uomo e l’Artista. Basta guardare i suoi occhi per capire quanto sia forte il suo legame con quest’Isola e con quei personaggi che, grazie alla loro autenticità e semplicità, lo hanno fatto sentire subito a casa. Mi parla di Domenico Amorosi, dei pittori Luciano Regoli, Gonni, Saffa, Marcello D’Arco, Claudio da Firenze, del G.A.E. (Gruppo Artisti Elbani) nel quale entra a far parte anche Alex, dello storico ristoratore Elbano Benassi, di Massimo Scelza con il quale ha collaborato allo storico “Corriere Elbano” come vignettista. Si innamora letteralmente dell’Elba quando i suoi genitori (il padre noto avvocato viennese e la mamma Direttrice del più noto salone di moda austriaco) lo portano per la prima volta nel 1972, all’età di 12 anni.
9 Agosto 2022

A proposito di Napoleone

Il 6 aprile 1814 Napoleone, dopo la sconfit-ta di Lipsia, arriva a Fontainebleau. Viene deciso il suo esilio all’isola d’Elba. Prima di partire si reca dalla sorella Paolina che lo abbraccia e lo consola per ore prima del suo congedo. Gli abitanti dell’isola d’Elba (che appartiene alla Francia dal 1802) non si aspettano certamente il suo arrivo e vengono avvisati con un manifesto del generale Dalesme che annuncia l’arrivo di Napoleone recitando: «Le vicende umane hanno condotto l’Imperatore Napoleone in mezzo di voi, e la di lui propria scelta ve lo da per Sovrano. Avanti d’entrare nelle vostre mura, il Vostro Augusto, e nuovo Monarca mi ha indirizzate le seguenti parole: mi affretto a farvele conoscere perché esse sono il pegno della vostra felicità futura. “Generale, io ho sacrificato i miei diritti agli interessi della Patria, e mi sono riservata la Sovranità, e proprietà dell’Isola d’Elba, a ciò hanno consentito tutte le Potenze.
9 Agosto 2022

Il Richiamo della Montagna

È sulla montagna che Alessio Gambini trova il rifugio ideale del corpo e dell’anima. Incontrarlo e conoscerlo è stata una vera fortuna. Ascoltarlo è affascinante perché la “sua storia” non ci racconta di un uomo comune che incarna la generazione del suo tempo. Non so se questo dipenda dal fatto che è di Pomonte, piccolo paese alle pendici del Monte Capanne, o che sua madre provenga dalla montuosa Galizia in Spagna, o forse dall’essere cresciuto su un’Isola, luogo per eccellenza ricco di contraddizioni, ma dove tutto ha sempre un fondamento. Vivere su un’Isola – come afferma Pirandello- «influisce moltissimo sulla capacità di ragionare, ma anche, forse, sulla capacità di sragionare». L’essere nati su un lembo di terra circondato dal mare, accentua la vena sognatrice degli isolani che sono costretti ad immaginarsi che cosa ci sia dall’altra parte dell’orizzonte.
9 Agosto 2022

Cosimo de’ Medici

Narra la leggenda che quando Cosimo era bambino il padre, Giovanni delle Bande Nere, volle che gli fosse gettato nelle braccia da una finestra di Villa Salviati, a Firenze, per capire dalla sua reazione il destino che avrebbe avuto. Il piccolo Medici sembra non si fosse assolutamente spaventato e qualche anno dopo, a diciassette anni, forse grazie alla fermezza del suo carattere, sarà prescelto dai senatori Francesco Guicciardini, Filippo Strozzi, Baccio Valori e Niccolò Acciaiuoli per ricoprire il ruolo di Duca di Firenze in seguito all’uccisione del Duca Alessandro. I senatori, ingannati, infatti, dalla giovane età e dall’indole taciturna e severa di Cosimo, pensarono di poter governare in sua vece, ma il giovane rivelò ben presto il lato del carattere “sollecito e risoluto” che lo avrebbe portato a divenire l’uomo più temuto di Firenze e il più potente della Toscana. Divenuto Duca, una delle sue prime mosse politiche fu di non scendere a patti con i fuoriusciti repubblicani che annientò nella battaglia di Montemurlo (1537) cancellando ogni loro speranza di ritorno al potere. Questa vittoria che legò politicamente Cosimo all’Imperatore Carlo V lo contrappose, invece, alla Francia di Caterina de’ Medici la quale, come ultima erede del ramo di Lorenzo il Magnifico, accusava Cosimo di aver usurpato i suoi diritti sulla Signoria di Firenze. Sotto gli auspici dell’Imperatore, il giovane Medici, il 29 luglio 1539, si unì in matrimonio con Eleonora, figlia di Don Pietro di Toledo, Viceré di Napoli e fratello del Duca d’Alba.
9 Agosto 2022

Domenici – Cigheri – Castelvecchi

Qualche tempo fa, abbiamo raccontato delle storie per la promozione social di alcune località elbane. In una di queste, ambientata negli anni Cinquanta, il protagonista, osservando un’anziana nei suoi abiti tradizionali, rifletteva sul bisogno dell’Isola di ricongiungersi con i propri ritmi, con la semplicità delle tradizioni dopo il passaggio della grande storia. Chiedo scusa per l’autocitazione, ma questa è stata la prima immagine che mi è venuta in mente, quando mi è stato chiesto di scrivere un articolo su Domenici, Cigheri e Castelvecchi, pittori post-macchiaioli uniti, come tanti altri artisti famosi, da un legame indissolubile con lo “Scoglio”, un luogo magnetico fonte di attrazione e ispirazione. È come se l’Isola, con le sue atmosfere, abbia lenito le ferite provocate dal nuovo secolo roboante. I paesaggi e in particolar modo le marine, scolpiti dalla luce tagliente di Lloyd o sfumati da Nomellini, rappresentano un tentativo di riconnettere l’anima popolare e antica con il linguaggio della pittura che stava emergendo. Anche P. Klee rimane colpito dal paesaggio, ritraendone le trasparenze e la poesia. Alcuni anni dopo la pittrice futurista Benedetta Cappa, moglie di Marinetti, subirà lo stesso fascino, dipingendo l’Elba nella sua opera Aereopittura di un incontro con l’isola. Di lì a poco altre vicende funestano l’Italia. Carlo Domenici, nel 1946, sbarca all’Elba ancora provata dalla guerra
9 Agosto 2022

L’Isola Verde

Milano, anni ’30. “Ero una bambina! Giocavo a mettere a letto le bambole nello studio di mio padre mentre lui giocava con le note. Dicevo così a chi mi chiedeva quale fosse il suo mestiere. Solo a me era concesso di stare nella stanza dove componeva opere ed operette, mentre ai miei due fratelli maggiori, troppo rumorosi, era proibito. Ho tanti bei ricordi di mio padre. Le passeggiate della domenica nelle vie del centro di Milano, in occasione delle quali erano frequenti lunghe conversazioni con gli amici con i quali parlava di musica. Ricordo quando, adolescente, mi fece portare i fiori e i saluti a Pietro Mascagni. Era un padre eccezionale e molto affettuoso”. A parlare è Donatella, figlia del grande maestro elbano Giuseppe Pietri. Il musicista e compositore, nato a Sant’Ilario, che ha portato l’operetta italiana al massimo del suo splendore ed espressione. Sono andata a farle visita nella sua casa di Portoferraio la cui terrazza domina Lo Scoglietto e la spiaggia delle Ghiaie dove il caso volle che i suoi genitori s’incontrassero per la prima volta nel 1917. Quella che diventerà la signora Pietri, (la sua “nespoletta”, come lui la chiamava) era figlia di Giovan Battista Saladino, Commissario Regio inviato temporaneamente all’Elba dal Ministero dell’Interno a risolvere problemi amministrativi del Comune.
9 Agosto 2022

L’Elba di Enza Viceconte

Scrivere di Enza Viceconte e dei suoi quadri sembra facile, ma non lo è. È una pittrice originaria della Puglia che conosco bene perché insegna arte nella mia stessa scuola a Portoferraio. Oltre ad essere una collega è una cara amica, riservata e dolcissima, una persona “bella” dentro e fuori e questa “bellezza” non poteva che emergere dalle sue splendide opere. Molto è stato scritto su di lei, e una parola è sempre evidente e protagonista: la luce. La luce è sicuramente la parola chiave dell’arte di Enza che si riflette nelle pennellate armoniose, lievi ma anche potenti, che rendono i suoi acquerelli creazioni realistiche ma anche sognanti, evocative del tempo presente ma anche di un passato senza età. I suoi dipinti sembrano delle magnifiche foto, con dettagli dall’aspetto tridimensionale, che danzano ispirati dalla luce che traspare da ogni pennellata. Molti lusinghieri giudizi si sono soffermati sulle marine di Enza, su quelle onde cristalline che fluttuano al sole o si rispecchiano in un cielo nuvoloso ma sempre ricco di luce. Un quadro che amo particolarmente è La Paolina, uno scoglio che si erge dal mare del versante nord dell’isola, piccolo ma fiero, eppure traboccante di vita, con i suoi arbusti verde scuro che si specchiano nell’azzurro cristallino dell’acqua.
9 Agosto 2022

Correre lungo i sentieri dell’Elba

Lo sport mi ha sempre affascinato sin da quando ero una bambina. Ho praticato ogni tipo di attività, finendo per dedicarmi interamente ad una sola disciplina: la corsa, l’unica in cui sono riuscita sempre a trovare la mia dimensione ideale di evasione e libertà e dove esprimo tutt’ora al meglio il mio naturale istinto di muovermi. Con il tempo la voglia di correre è cresciuta fino a diventare una vera e propria passione. Ho cominciato ad allungare i miei percorsi e a partecipare a piccole gare, e poi a mezze maratone. All’epoca vivevo a Roma, città in cui mi sono trasferita dalla lontana Finlandia. Anche se la corsa era diventata la mia passione più grande, ci sono voluti anni prima che potessi spingermi oltre. Nel mio immaginario, infatti, la maratona era la regina delle gare, e non potevo ancora immaginare che questo grande amore mi avrebbe portato lontano. Dobbiamo arrivare all’anno 2000 prima che possa tagliare il mio primo traguardo a Helsinki, la mia città natale: è stata una delle esperienze più belle della mia vita. Successivamente mi sono trasferita all’Elba. All’inizio ho corso lungo le strade principali dell’isola, ma essendo abituata a percorsi pianeggianti, ho riscontrato notevoli difficoltà nell’affrontare le troppe salite dure e le strette strade piene di curve e di macchine. Così, spinta dal desiderio di ritrovare anche su quest’isola la mia dimensione naturale, ho cominciato a praticare il trail running, la corsa lungo i sentieri naturalistici dell’isola, trovandomi a percorrere salite più difficili ma in luoghi bellissimi, tutti da esplorare.
9 Agosto 2022

Da casa mia si vede il mare

Quel luogo unico, lontano quanto basta dal mondo per ritrovarsi, rigenerarsi ed esprimere la propria creatività. Quell’angolo nascosto alla mondanità che sembra fatto apposta per pensare e dedicarsi agli affetti, all’amicizia, alle proprie passioni. Questa è l’Elba per Giorgio Faletti. Un’isola scoperta per caso, durante uno dei suoi viaggi per mare, e subito diventata familiare per l’indimenticato artista astigiano che in breve tempo decide di mettere su casa proprio qui. “L’intuizione Giorgio la ebbe una sera”, ci racconta la moglie, Roberta Bellesini, “dopo essersi affacciato dalla terrazza dello storico locale Sugar Reef, adagiato sulle colline di Capoliveri. Con lo sguardo rivolto verso il mare, Giorgio rimase così affascinato da quell’incantevole panorama da decidere in quel momento che la sua casa sarebbe sorta là, fra cielo e mare”. Non molto tempo dopo si presenta l’occasione. Nella metà degli anni ‘90 una villa con vista sul golfo di Capo di Stella, luogo a lui caro, viene messa in vendita. Giorgio non perde tempo e decide che quella sarà la sua nuova casa. Una casa che guarda a sud, verso l’infinito. Una casa che domina una terra di ferro e una costa ricca e frastagliata dai paesaggi e dai colori inconsueti
23 Marzo 2022

Se un turista a primavera

Se un turista decidesse di visitare l’Elba a primavera, dopo ripetuti soggiorni agostani in tutti i suoi paesi o borghi, costieri e collinari, lo farebbe con l’intenzione di carpire allo Scoglio, con la macchina fotografica e l’inseparabile block notes, in quei mesi sospesi tra la solitudine ardente dell’inverno e l’allegro caos dell’estate, la sua anima più autentica e nascosta. Così, con sorpresa, già a metà del Canale di Piombino, mentre il traghetto fende il mare turchese orlandolo di candide schiume e gli isolotti di Cerboli e Palmaiola salutano da lontano il viaggiatore, avvertirebbe sospeso nell’aria l’inconfondibile profumo dell’elicriso in fiore, che popola discreto per molti mesi all’anno le ripe e le campagne isolane. E se l’ora della sua traversata fosse nel tardo pomeriggio, nella porzione del giorno in cui tutto appare più silenzioso e assorto, con un pò di fortuna potrebbe assistere ad un tramonto di bellezza struggente, quando la Natura esibisce tutte le arti seducenti di cui è capace per incatenare lo sguardo delle sue creature al trionfo di rossi, di gialli e d’aranciati che colorano il cielo ad occidente, prima dell’uniformità delle ombre serali. Ed entrando a Portoferraio sentirebbe quasi fisicamente l’abbraccio del suo Golfo, così caldo e protettivo, e non si meraviglierebbe più della definizione di Orazio Nelson, il grande ammiraglio: “Tutti gli uomini e i vascelli stanno senza preoccupazioni a Portoferraio, che per la sua ampiezza è il porto più sicuro al mondo”.
23 Marzo 2022

Un Mare d’Amare

Si conclude così il testo della canzone che Giorgio Faletti ha dedicato a Capoliveri dal titolo Da casa mia si vede il mare. La prima memoria che ho dell’isola d’Elba è proprio Capoliveri dove ho trascorso la prima vacanza insieme ai miei genitori. Ricordo il suo centro storico, un pò diverso da quello di oggi, le dune di sabbia finissima della spiaggia di Lacona affacciata sull’isola di Montecristo, la variegata vegetazione delle calette di Zuccale e gli isolotti di Gemini, di fronte alla spiaggia dell’Innamorata. Un panorama di bellezze della natura, così vicine e così diverse tra loro, una costante dell’isola d’Elba, che contempla diversi paesaggi: spiagge, scogliere, terrazze sul mare, terra, profumi e storie che ricordano il lavoro dell’uomo, “un’Isola”, come viene spesso definita, “dagli infiniti orizzonti”. Un’oasi verde nell’Arcipelago Toscano, un ponte immaginario tra l’Italia e la Corsica, che porto nel cuore. Per me, poi, originaria di Piombino, la vista dell’Elba è una presenza costante, così vicina, ma allo stesso tempo, così lontana. Per noi piombinesi è un’isola facilmente raggiungibile, ma una volta all’Elba ci si sente dall’altra parte del mondo, in un luogo bellissimo.