Se attorno ci fosse solo mare, a perdita d’occhio, uno potrebbe pensare che il giorno della creazione, Nostro Signore non aveva molta terra con cui plasmare il mondo. E che in fondo ciò che aveva era sufficiente per farci stare tutto quello che serviva: la campagna, le spiagge, le montagne, i frutti, le vigne, i pascoli, le acque pescose. “Ma si, questo può bastare!” Così dev’essere nata l’isola d’Elba: perché non ci fosse bisogno di altro. La Grande Bellezza della natura sta tutta qui in 224 chilometri quadrati a forma di pesce come si confà a chi sta nel mare. Per questo non esiste un’isola d’Elba, ma tante quanti sono gli esseri umani che vi sono nati o che hanno la fortuna di averci trascorso anche solo un giorno. Come in ogni mondo che si rispetti, infatti, ognuno può trovare il suo angolo, il suo spazio, la sua prospettiva: il suo mondo. Da cui altri mondi appaiono e scompaiono. Come Montecristo che sembra giocare a rimpiattino con la costa sud, fantasma nella foschia, e nitida piramide nei giorni più tersi. Come Portoferraio visto dal Volterraio, il castello che ancora vigila sulla baia, da dove le navi, le vele, sembrano modellini. Come Capraia che sta qui a fianco, fedele, selvaggia e presente come un pesce pilota. Come le luci di Macinaggio, in Corsica, che da Patresi, da Sant’Andrea confondi con quelle dei pescatori, quando si è fatto buio, e si è consumato il rosso di tramonti indimenticabili. Come i siti napoleonici, abilmente nascosti alla vista e alla curiosità del turista, spogli e spesso deserti, “sciupio” di possibile attrazione che non trova cura, rimedio. Ah, se ci fosse il generale, questo non lo permetterebbe! Lui che l’Elba la scelse, non vi fu recluso. E ancora viene da chiedersi cosa sia andato a cercare, perché abbia voluto andarsene per un difficile riscatto, quando qui aveva tutto, potere, natura, amanti. Altro che Sant’Elena! La Francia è vicina, a un passo. Ma anche dentro. Con i ricordi dell’Imperatore, certo, e con quella strana coincidenza per cui il 14 luglio, giorno della presa della Bastiglia, si accendono le fiaccole sulla spiaggia dell’Innamorata, a Capoliveri, per ricordare Maria e Lorenzo, il loro amore tenero e sfortunato, il tuffo disperato di lei, lo scialle che resta appeso allo “Scoglio della Ciarpa”.