9 Agosto 2022
Milano, anni ’30. “Ero una bambina! Giocavo a mettere a letto le bambole nello studio di mio padre mentre lui giocava con le note. Dicevo così a chi mi chiedeva quale fosse il suo mestiere. Solo a me era concesso di stare nella stanza dove componeva opere ed operette, mentre ai miei due fratelli maggiori, troppo rumorosi, era proibito. Ho tanti bei ricordi di mio padre. Le passeggiate della domenica nelle vie del centro di Milano, in occasione delle quali erano frequenti lunghe conversazioni con gli amici con i quali parlava di musica. Ricordo quando, adolescente, mi fece portare i fiori e i saluti a Pietro Mascagni. Era un padre eccezionale e molto affettuoso”. A parlare è Donatella, figlia del grande maestro elbano Giuseppe Pietri. Il musicista e compositore, nato a Sant’Ilario, che ha portato l’operetta italiana al massimo del suo splendore ed espressione. Sono andata a farle visita nella sua casa di Portoferraio la cui terrazza domina Lo Scoglietto e la spiaggia delle Ghiaie dove il caso volle che i suoi genitori s’incontrassero per la prima volta nel 1917. Quella che diventerà la signora Pietri, (la sua “nespoletta”, come lui la chiamava) era figlia di Giovan Battista Saladino, Commissario Regio inviato temporaneamente all’Elba dal Ministero dell’Interno a risolvere problemi amministrativi del Comune.










