31 Agosto 2023

Le riflessioni sul ruolo dei Parchi per il benessere

Nei parchi c’è sempre qualcosa da scoprire, così come dalla natura c’è sempre qualcosa da imparare. Un bene comune da tutelare e valorizzare, per il nostro futuro. Voglio dare il benvenuto a chi ha la fortuna di godere della natura e della bellezza del Parco Nazionale Arcipelago Toscano di cui ho l’onore di essere Presidente, invitandolo ad averne grande rispetto e a trarne il massimo beneficio per la salute e il suo benessere. Una ricchezza inestimabile che non possiamo dare per scontata. Ci troviamo in un momento particolare, se vogliamo di svolta, per l’umanità.
22 Marzo 2023

Il 25° anniversario del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, un avvenimento pieno di emozioni.

Sono orgoglioso di festeggiare il 25° anniversario dell’istituzione del Parco Nazionale dell’ Arcipelago Toscano che presiedo dal 2012 e ringrazio la redazione di ElbaPer2 per avermi dato l’opportunità di ricordare questa ricorrenza. Anche se nella storia gli anni 2020 e 2021 saranno ricordati tristemente per la pandemia, i miei ricordi tristi saranno attenuati da alcune emozioni forti che questo Parco mi ha regalato. Regali inaspettati, alcuni vere sorprese, altri coronamento di lungo impegno e lavoro di squadra. La ricomparsa della foca monaca a Capraia dopo decine di anni, una notizia straordinaria: l’ultimo avvistamento nell’Arcipelago Toscano era stato nel lontano 2009 al Giglio, mentre sono trascorsi 60 anni dall’ultimo avvistamento a Capraia. La notizia della nidificazione del Falco pescatore a Capraia (il falco pescatore era estinto come nidificante in Italia dal 1969 e ad oggi in Italia sono solo 7 le coppie nidificanti, della quali 6 in Toscana) è stato un evento eccezionale in un progetto che mi vede impegnato da anni, con la collaborazione di altri parchi, per creare una popolazione nidificante nella costa meridionale della Toscana, da congiungere con quella Corsa attraverso l’Arcipelago Toscano.
16 Marzo 2023

La costa bianca e verde di Portoferraio

Ogni Isola contiene sempre più isole al suo interno. Intrecci di storie, culture, tradizioni, personaggi, scorci e paesaggi. C’è un microcosmo in particolare che si contraddistingue per varietà di colori, profumi, ambienti e biodiversità: la costa verde elbana che si sviluppa lungo il versante settentrionale, a partire dal Golfo di Viticcio fino a lambire i bastioni di Portoferraio. L’insenatura molto ampia di Viticcio è famosa per i suoi tramonti in mare aperto, con Capraia e la Corsica sullo sfondo, e vi trovano riparo sempre numerosi yacht di varie fogge e dimensioni, che non di rado decidono di dormire nel golfo al riparo dal vento di scirocco. Da terra la si può raggiungere dal Golfo della Biodola attraverso il sentiero Cai 249, immersi nella rigenerante e rigogliosa macchia mediterranea, inebriati dalle essenze di rosmarino, timo, cisto, elicriso, tra le quali la fa da padrone il mirto, da cui il nome storico Marina della Mortella (Geom. Daniele Manzini, 1841), che una volta era usato dagli abitanti di Forno per andare a lavorare alla dirimpettaia Tonnara dell’Enfola, una vera e propria “cattedrale del mare”, oggi sede del “Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano”.
9 Agosto 2022

Correre lungo i sentieri dell’Elba

Lo sport mi ha sempre affascinato sin da quando ero una bambina. Ho praticato ogni tipo di attività, finendo per dedicarmi interamente ad una sola disciplina: la corsa, l’unica in cui sono riuscita sempre a trovare la mia dimensione ideale di evasione e libertà e dove esprimo tutt’ora al meglio il mio naturale istinto di muovermi. Con il tempo la voglia di correre è cresciuta fino a diventare una vera e propria passione. Ho cominciato ad allungare i miei percorsi e a partecipare a piccole gare, e poi a mezze maratone. All’epoca vivevo a Roma, città in cui mi sono trasferita dalla lontana Finlandia. Anche se la corsa era diventata la mia passione più grande, ci sono voluti anni prima che potessi spingermi oltre. Nel mio immaginario, infatti, la maratona era la regina delle gare, e non potevo ancora immaginare che questo grande amore mi avrebbe portato lontano. Dobbiamo arrivare all’anno 2000 prima che possa tagliare il mio primo traguardo a Helsinki, la mia città natale: è stata una delle esperienze più belle della mia vita. Successivamente mi sono trasferita all’Elba. All’inizio ho corso lungo le strade principali dell’isola, ma essendo abituata a percorsi pianeggianti, ho riscontrato notevoli difficoltà nell’affrontare le troppe salite dure e le strette strade piene di curve e di macchine. Così, spinta dal desiderio di ritrovare anche su quest’isola la mia dimensione naturale, ho cominciato a praticare il trail running, la corsa lungo i sentieri naturalistici dell’isola, trovandomi a percorrere salite più difficili ma in luoghi bellissimi, tutti da esplorare.
8 Agosto 2022

Castagneti dell’Elba

Albero originario dell’Europa balcanica e della Turchia – ove esisteva la città di Castanis – il castagno fu introdotto nella penisola italiana in età romana soprattutto in vista delle sue coltivazioni a ceduo¹, onde trarne pali agricoli, denominate silvæ palaris; poi, durante il Medioevo, la coltivazione di questo prezioso albero conobbe un nuovo impulso ad opera dei sempre più numerosi monasteri europei. Le prime attestazioni sui castagneti elbani risalgono infatti al 1343; si tratta di due documenti redatti dal notaio Andrea Pupi riguardo la compravendita di terreni boschivi presso Poggio – terre cum castaneis – e nella rigogliosa valle di Patresi. L’importanza di tale copertura boschiva è comprovata, due secoli dopo, dalla lettera che l’architetto Giovanbattista Belluzzi, durante la fortificazione di Portoferraio, scrisse al granduca Cosimo nel 1548: «et anco qualche castagno per la via di Marciana, con certe tavole di castagno per coprire questi alloggiamenti». Dell’estensione di tale coltura sono ulteriore testimonianza alcuni toponimi elbani come Campo al Castagno (Marciana e Sant’Andrea), Castagni dei Sette Fratelli (Poggio), Castagni di San Lorenzo e Castagno delle Liti (Marciana), Castagnolo (Patresi), Castagnone (San Piero), Castagni di Marco e Castagni (Capoliveri), Castagno (Cavo). Un paesaggio unico per un’isola mediterranea, quello delle vallate intensamente ricoperte di castagni, già apprezzato nel 1780 dal naturalista Charles Henri Koestlin, secondo il quale tale prezioso albero «est si commun près de Marciana qu’il forme quasi une forêt» con ben 847,67 “quadrati” di territorio montano rispetto ai rimanenti 10.284,45 di leccete, macchie e boscaglie. Il castagneto elbano era suddiviso in due differenti tipologie di appezzamento: le “vele” (dalla forma triangolare, con la base corrispondente al fondovalle) e le “lenze” (rettangoli oltremodo allungati, che si estendevano dai crinali ai torrenti).
5 Agosto 2022

Arcipelago Toscano

Sette le note del pentagramma, sette le meraviglie antiche e moderne del mondo, sette i peccati capitali. Sette è un numero carismatico, magico, misterioso, con un forte simbolismo. È destino che anche le isole dell’Arcipelago Toscano siano sette: Elba, Pianosa, Montecristo, Giglio, Giannutri, Gorgona e Capraia. Passeggiando su alcuni sentieri dell’isola d’Elba, la più grande delle sette, nelle giornate senza nubi si possono scorgere le altre sei isole. Talvolta sembra di toccarle. È tanta la voglia di raggiungerle e capire perché siano cosi tutelate e desiderate. Ognuna ha un profilo diverso, un’aura speciale. Ognuna un carattere, tradizioni, leggende e cultura. Storie narrate di amore e sofferenza, leggende conosciute di confino e fuga, avvolgono di fascino e di bellezza questi paesaggi insulari, spesso eletti a scenario di libri o film. Ma in inverno sia per il clima, che per la scarsità di mezzi di trasporto, le distanze sembrano difficili da superare.
28 Marzo 2022

Il mio Sogno Ecosostenibile della casa sull’albero

La mia Isola non smette mai di vivere. Ogni luogo ha la sua peculiarità. In alcune zone ci si imbatte in alberi sempreverdi, pini mediterranei, boschi di lecci, castagni, acacie, eucalipti e sugheri; alcuni si affacciano a picco sul mare altri lo scrutano guardinghi dalle colline e dalle montagne. In altri luoghi si “incontrano” specie tipiche della macchia mediterranea che, con il loro verde e i loro profumi di piante aromatiche come la lavanda, il finocchio, il mirto, la menta e il rosmarino, rivelano agli occhi delle persone un mondo tutto da scoprire, dalle specie arboree agli arbusti fino al sottobosco. Gli alberi si muovono, vegetano, oscillano con il vento. In una parola, vivono. E vivere con loro vuol dire sentirne ogni respiro e guardare il mondo dal loro punto di vista. Sarà per questo che le case sugli alberi sono l’oggetto del desiderio di ogni bambino, come lo era il mio, e di chi bambino non è più. Sono tuttora ora il mio desiderio da Architetto, perché ho la convinzione che ogni albero sia in grado di sorreggere un “Sogno”, quello dell’Ecosostenibilità progettuale che caratterizza la mia professionalità. Tutto è iniziato nel 1996, quando appena laureato in architettura a Firenze, ho deciso di realizzare il mio “Sogno” con Progetti ecosostenibili.
23 Marzo 2022

Pianosa e il respiro del silenzio

Navigando a Sud dell’Elba ecco uno scorcio a tutto campo del Tirreno. I contorni sinuosi delle coste toscane si adagiano all’orizzonte e risalgono nel promontorio dell’Argentario. Dal regno marino, emerge il profilo bipartito dell’isola del Giglio e in lontananza sfuma quello triangolare dell’ irraggiungibile Montecristo. Ad Ovest le vette incise della Corsica e a seguire la limpida Capraia. Come un miraggio, dritto davanti alla prua, compare una sottile striscia grigia che separa per un lungo tratto il cielo terso dal blu profondo delle acque increspate. Proseguendo la rotta in tale direzione il rettangolo di terra piatta diventa a poco a poco una zattera candida, ammantata di verde: così ci appare l’isola di Pianosa, sottile nel profilo, insolita e surreale. In prossimità del capo settentrionale a “Punta del Marchese” spuntano, come fantasmi nel riverbero della luce, i muri in pietra di importanti edifici consumati dal tempo e dalla salsedine. La coltre scura della macchia mediterranea riveste il territorio insulare fin dove il mare non la fa da padrone, rendendo impossibile la vita ai vegetali. Fiancheggiando il profilo orientale per raggiungere il punto di attracco, si susseguono piccole falesie e golfi rocciosi fino all’ampia falce sabbiosa di “Cala Giovanna” che si affaccia su fondali turchesi. Qui diventa immediato il paragone con i paesaggi tropicali per la meraviglia della spiaggia semideserta, che giace a pochi metri dal piccolo abitato vetusto e silenzioso, e per i fondali trasparenti popolati da pesci guizzanti e da praterie sommerse di posidonie.
23 Marzo 2022

Se un turista a primavera

Se un turista decidesse di visitare l’Elba a primavera, dopo ripetuti soggiorni agostani in tutti i suoi paesi o borghi, costieri e collinari, lo farebbe con l’intenzione di carpire allo Scoglio, con la macchina fotografica e l’inseparabile block notes, in quei mesi sospesi tra la solitudine ardente dell’inverno e l’allegro caos dell’estate, la sua anima più autentica e nascosta. Così, con sorpresa, già a metà del Canale di Piombino, mentre il traghetto fende il mare turchese orlandolo di candide schiume e gli isolotti di Cerboli e Palmaiola salutano da lontano il viaggiatore, avvertirebbe sospeso nell’aria l’inconfondibile profumo dell’elicriso in fiore, che popola discreto per molti mesi all’anno le ripe e le campagne isolane. E se l’ora della sua traversata fosse nel tardo pomeriggio, nella porzione del giorno in cui tutto appare più silenzioso e assorto, con un pò di fortuna potrebbe assistere ad un tramonto di bellezza struggente, quando la Natura esibisce tutte le arti seducenti di cui è capace per incatenare lo sguardo delle sue creature al trionfo di rossi, di gialli e d’aranciati che colorano il cielo ad occidente, prima dell’uniformità delle ombre serali. Ed entrando a Portoferraio sentirebbe quasi fisicamente l’abbraccio del suo Golfo, così caldo e protettivo, e non si meraviglierebbe più della definizione di Orazio Nelson, il grande ammiraglio: “Tutti gli uomini e i vascelli stanno senza preoccupazioni a Portoferraio, che per la sua ampiezza è il porto più sicuro al mondo”.