Narra la leggenda che quando Cosimo era bambino il padre, Giovanni delle Bande Nere, volle che gli fosse gettato nelle braccia da una finestra di Villa Salviati, a Firenze, per capire dalla sua reazione il destino che avrebbe avuto. Il piccolo Medici sembra non si fosse assolutamente spaventato e qualche anno dopo, a diciassette anni, forse grazie alla fermezza del suo carattere, sarà prescelto dai senatori Francesco Guicciardini, Filippo Strozzi, Baccio Valori e Niccolò Acciaiuoli per ricoprire il ruolo di Duca di Firenze in seguito all’uccisione del Duca Alessandro. I senatori, ingannati, infatti, dalla giovane età e dall’indole taciturna e severa di Cosimo, pensarono di poter governare in sua vece, ma il giovane rivelò ben presto il lato del carattere “sollecito e risoluto” che lo avrebbe portato a divenire l’uomo più temuto di Firenze e il più potente della Toscana. Divenuto Duca, una delle sue prime mosse politiche fu di non scendere a patti con i fuoriusciti repubblicani che annientò nella battaglia di Montemurlo (1537) cancellando ogni loro speranza di ritorno al potere. Questa vittoria che legò politicamente Cosimo all’Imperatore Carlo V lo contrappose, invece, alla Francia di Caterina de’ Medici la quale, come ultima erede del ramo di Lorenzo il Magnifico, accusava Cosimo di aver usurpato i suoi diritti sulla Signoria di Firenze. Sotto gli auspici dell’Imperatore, il giovane Medici, il 29 luglio 1539, si unì in matrimonio con Eleonora, figlia di Don Pietro di Toledo, Viceré di Napoli e fratello del Duca d’Alba.