parallax background

La rinascita della Valle dei Mulini e il progetto dello Chef Felice Sapio

16 Febbraio 2026

La rinascita della Valle dei Mulini e il progetto dello Chef Felice Sapio

C’è una valle tra i paesi di Rio nell’Elba e Rio Marina dove una sorgente chiamata Sorgente dei Canali, ha permesso nei secoli lo sviluppo di un’agricoltura fiorente grazie all’estrema ricchezza della portata d’acqua. Fino agli anni ’50 del secolo scorso la vallata ospitava 22 mulini ad acqua e questo garantiva all’Elba l’autosufficienza nella produzione di farine. Oltre ai mulini, nella valle, c’erano orti e agrumeti. Il sistema d’irrigazione era così avanzato da essere un perfetto esempio di agricoltura sostenibile ante litteram. C’è una valle tra i paesi di Rio nell’Elba e Rio Marina dove una sorgente chiamata Sorgente dei Canali, ha permesso nei secoli lo sviluppo di un’agricoltura fiorente grazie all’estrema ricchezza della portata d’acqua. Fino agli anni ’50 del secolo scorso la vallata ospitava 22 mulini ad acqua e questo garantiva all’Elba l’autosufficienza nella produzione di farine. Oltre ai mulini, nella valle, c’erano orti e agrumeti.
2 Settembre 2025

“Regali Rurali” – Il sogno sostenibile di Sara Esposito

Oggi l’Elba è una “fucina” di progetti, idee e intuizioni, capace di manifestarsi in tutte le sue sfumature e di mostrare un’immagine di sé ricca di esperienze e valori. Stiamo assistendo ad una “rivoluzione” dello stile di vita, ad una ricerca continua del ritorno alle tradizioni, al recupero di pratiche ed usanze da tempo nell’oblio. Oggi l’Elba ci appare come un’Isola laboratorio il cui microscopio va alla ri-scoperta di “cellule di vita”, di mestieri antichi e di genuini prodotti della terra che l’avvento dei supermercati, la crescita esponenziale della tecnologia, il nuovo linguaggio dei social che ha ridotto drasticamente la capacità comunicativa, l’incessante necessità di omologazione, “hanno spazzato” via per decenni.
2 Settembre 2025

Il Patrimonio delle murature a secco nell’Arcipelago Toscano

Nel cuore del Mar Tirreno, dove il vento parla antiche lingue e il profumo della macchia mediterranea si mescola alla salsedine, le isole dell’Arcipelago Toscano custodiscono un tesoro silenzioso e discreto: le murature a secco. Si tratta di strutture apparentemente semplici, ma che in realtà rappresentano vere e proprie opere d’arte collettive, risultato di una stretta relazione tra l’uomo e la sua terra, tra necessità e attenzione per il proprio territorio.
14 Luglio 2025

I migliori ristoranti dove mangiare all’Isola d’Elba

La cultura della tavola è quella più autentica per conoscere un territorio. Ogni ricetta tramandata, di generazione in generazione, racchiude la storia di un popolo. L’Elba è un’Isola affascinante e suggestiva, plasmata dalla natura che, generosa da sempre, regala paesaggi straordinari e prodotti genuini. L’Isola, nel cuore del Mar Tirreno, è uno “scrigno” lussureggiante di vegetazione, ricco di ferro, minerali e granito, che custodisce tesori preziosi. La salinità del terreno conferisce alle colture agricole sapori unici e ai vini una “personalità” distintiva con “sfumature di sale e iodio”, che si intrecciano con i frutti e le note minerali. Dalle colline al mare l’Isola è un susseguirsi di vigneti che raccontano una storia millenaria, legata alla produzione vitivinicola che affonda le sue radici fin dall’età degli etruschi. Un patrimonio enologico che si sposa perfettamente con l’identità gastronomica insulare, dove ogni piatto è un omaggio alla terra e al mare. In questo “paradiso del gusto” le proposte culinarie spaziano dalle antiche ricette quali lo stoccafisso alla riese, il gurguglione, la sburrita… ai sofisticati piatti gourmet a base di crudité, frutto di un processo di continua ricerca e sperimentazione. Tra tradizione e innovazione la cucina elbana è un vero caleidoscopio di sapori, profumi e colori. E siccome il buon esito di una vacanza dipende anche dal buon cibo e dal buon vino, lasciatevi guidare da questo “percorso del gusto” che partendo da Portoferraio e toccando tutti i Comuni dell’Isola – tra incantevoli borghi, spiagge dorate, lambite dalle acque cristalline, tra castagni secolari, macchia mediterranea e antichi vigneti – vi farà scoprire i “tesori” enogastronomici dell’Isola Elba.
15 Novembre 2023

La cucina, identità di un popolo

Jean François Revel, scrittore, giornalista e filosofo francese (1924-2006) nel volume 3000 anni a tavola, uscito nel 1980, si distingue da tutti gli altri autori di libri sulla cucina perché il suo testo va oltre il ‘libro di cucina’: è un viaggio culturale nella gastronomia di tutti i tempi, un percorso nel gusto e nella sensibilità gastronomica, dove la cultura orchestra il susseguirsi dei piatti. La vera cultura di un popolo la si trova su quella piccola isola che è la tavola e se la tavola si trova su una ‘vera isola’ bisogna ripartire con ricerche, sperimentazioni, recupero di antiche tradizioni per ricreare gusti e antichi sapori così da risvegliare sensi assopiti: la valorizzazione di piatti tipici, fra tradizione e dotta cultura, offre all’ospite curiosità aggiuntive rispetto a quella competenza del territorio dell’Isola conosciuta nel mondo per l’ambiente naturale ed i suoi minerali. Ritrovarsi con “le gambe sotto la tavola” può essere molto di più che soddisfare un’esigenza primaria connaturata, molto di più che socializzare con veraci isolani, molto di più che divertirsi in straordinari abbinamenti dove colori, forme ed aromi dei cibi ripropongono quelli della terra, del mare e dei profumi mediterranei. L’essere Isola, oltre a costituire una caratteristica geografica ben definita, racchiude un infinito insieme di valori, sensazioni ma anche difficoltà insite in quella che è la peculiarità più tangibile di questi piccoli territori: non essere neanche un’appendice della terraferma, ma un “coriandolo” assediato dall’acqua che a volte sembra voler inghiottire, accentuando questo isolamento, molto più forte nel passato, così da formare un microcosmo dal quale si deve trarre tutto quello che la vita richiede. La valorizzazione e l’esaltazione delle nostre risorse rafforzano la nostra identità che dobbiamo far conoscere al mondo, un’identità di radici isolane che deve offrire, a chi non ha avuto pari opportunità, un patrimonio fatto di una natura talvolta selvaggia ma densa di suggerimenti per ritrovarsi in equilibrio tra idealismo e quotidianità.
9 Agosto 2022

Le antiche ricette di Nonna Lilia riscoperte da ElbaMagna

Gabriele Messina gestisce insieme alla famiglia un mini market a due passi dalla splendida spiaggia del Lido di Capoliveri. Uno come tanti verrebbe da dire! Ma Gabriele ci ha messo il cuore, e soprattutto la testa, e adesso i suoi prodotti fanno parlare di sé. Lo abbiamo visto alla Fiera del Gusto a Torino, a Grasse (Francia) con lo Slow Food, a Expo 2015 con il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano (del quale l’isola d’Elba fa parte), a Linea Verde e Easy Driver in TV, e in molte manifestazioni di produttori tipici in giro per la Toscana, insieme al consorzio Elba Taste, di cui è anche promotore. È un comunicatore nato, perché ha capito che non basta saper fare, occorre farlo sapere. È orgoglioso della sua Elba e l’ha messa nei suoi prodotti. Gabriele ti coinvolge con la sua passione.
9 Agosto 2022

Festa dell’uva

Una manifestazione di paese può diventare un evento ed un’emozione che coinvolge tutti. A raccontarcelo è Michelangelo Venturini, uno dei suoi protagonisti, imprenditore turistico e artista a tutto tondo. Innamorato del suo paese è sempre stato un vero punto di riferimento per Capoliveri ed è uno degli ideatori di questo appuntamento elbano.
8 Agosto 2022

Castagneti dell’Elba

Albero originario dell’Europa balcanica e della Turchia – ove esisteva la città di Castanis – il castagno fu introdotto nella penisola italiana in età romana soprattutto in vista delle sue coltivazioni a ceduo¹, onde trarne pali agricoli, denominate silvæ palaris; poi, durante il Medioevo, la coltivazione di questo prezioso albero conobbe un nuovo impulso ad opera dei sempre più numerosi monasteri europei. Le prime attestazioni sui castagneti elbani risalgono infatti al 1343; si tratta di due documenti redatti dal notaio Andrea Pupi riguardo la compravendita di terreni boschivi presso Poggio – terre cum castaneis – e nella rigogliosa valle di Patresi. L’importanza di tale copertura boschiva è comprovata, due secoli dopo, dalla lettera che l’architetto Giovanbattista Belluzzi, durante la fortificazione di Portoferraio, scrisse al granduca Cosimo nel 1548: «et anco qualche castagno per la via di Marciana, con certe tavole di castagno per coprire questi alloggiamenti». Dell’estensione di tale coltura sono ulteriore testimonianza alcuni toponimi elbani come Campo al Castagno (Marciana e Sant’Andrea), Castagni dei Sette Fratelli (Poggio), Castagni di San Lorenzo e Castagno delle Liti (Marciana), Castagnolo (Patresi), Castagnone (San Piero), Castagni di Marco e Castagni (Capoliveri), Castagno (Cavo). Un paesaggio unico per un’isola mediterranea, quello delle vallate intensamente ricoperte di castagni, già apprezzato nel 1780 dal naturalista Charles Henri Koestlin, secondo il quale tale prezioso albero «est si commun près de Marciana qu’il forme quasi une forêt» con ben 847,67 “quadrati” di territorio montano rispetto ai rimanenti 10.284,45 di leccete, macchie e boscaglie. Il castagneto elbano era suddiviso in due differenti tipologie di appezzamento: le “vele” (dalla forma triangolare, con la base corrispondente al fondovalle) e le “lenze” (rettangoli oltremodo allungati, che si estendevano dai crinali ai torrenti).