
Recuperare il passato per costruire il futuro. VINCENZO ANSELMI e le tradizioni di un tempo
13 Agosto 2026Con il Ristoro Elba Magna, Gabriele Messina, supportato in cucina dal cuoco riese Walter Gemelli – che “ha prestato” per 43 anni la sua fantasia culinaria a bordo delle navi Toremar – ha continuato ad inseguire la sua idea di Elbanità, un vero e proprio stile di vita grazie al quale da sempre, si distingue dallo standard e rifugge dalla globalizzazione.
Nessun ristorante o trattoria mette in tavola pietanze povere, cucina pesci non commerciabili per il mercato ittico, che spesso richiedono molto tempo di lavorazione, propone ogni giorno un menù diverso e una cucina a Km 0 attenta alla qualità delle materie prime, alla ricercatezza e alla genuinità. La Murena fritta, gli “Squali al Verde o all’Isolana” quali il palombo, il gattopardo, lo spinarolo, il gattuccio (verde sta per prezzemolo), il Pesce Prete, la Polpessa, – che si differenzia dal polpo per i tentacoli molto più lunghi, le macchie bianche e la testa piccola – considerata meno pregiata del polpo, il Pesce marinato, le Linguine al Grongo, la Razza agli Agrumi, le Boghe Scavecciate, il Pesto di Peperoni o di Basilico, il Sugo di teste di Alletterato (tonnetto)… sono piatti che non si trovano da nessuna parte. I menù del Ristoro Elba Magna sono originali, mai scontati. Sono menù elbani che propongono pietanze che risalgono anche a 100 anni fa, sempre a base di pesce freschissimo e povero, che di solito non trova sfogo (giustizia) nelle cucine, perché i pescatori non riescono a venderlo. I menù del Ristoro Elba Magna ci raccontano chi è Gabriele Messina, nato all’Elba nel segno dell’Ariete, da mamma riese e babbo capoliverese. Al Ristoro si mangia come facevano i nostri padri e i nostri nonni, all’insegna della semplicità. Oltre ai vini elbani la cantina propone “nettari” siciliani, sardi, di Pantelleria, Cipro… rinomate etichette delle Isole del Mediterraneo. I clienti devono gustare i sapori veri dell’Isola, quindi oltre al pesce, il pane cotto nel forno, il miele e le marmellate prodotte artigianalmente, le verdure coltivate nell’orto e quando non sono prodotti isolani, ci sono le eccellenze toscane, come per esempio la pancetta della Val di Chiana abbinata alle fave fresche nostrane. Gabriele non è ne un cuoco ne un pasticcere, ma ha nel sangue e nel cuore l’enogastronomia.
Suo nonno, noto personaggio a Rio Marina, era uno dei più grandi chef elbani. È un comunicatore nato, perché ha capito che non basta saper fare, occorre saperlo comunicare. Gabriele è istrionico, carismatico… È un ricercatore di ricette di dolci antichi, sparite e dimenticate, è un narratore della storia del territorio e delle tradizioni isolane, fautore del fare con passione ed autenticità, sempre con uno sguardo fedele al passato. È nel suo minimarket, poco distante dalla bellissima spiaggia di Lido di Capoliveri, che gestisce da molti anni insieme alla famiglia, che Gabriele ha dato vita al mondo di Elba Magna, nome con duplice significato di mangiare e di grande, come sono per Lui le tradizioni elbane da preservare, costi quel che costi. Elba Magna è una filosofia di vita più che un marchio, che evoca il significato e la grandezza del “Gusto” di un’Isola.
Quella di Gabriele Messina è una straordinaria storia di “artigianato gastronomico” scritta con amore, entusiasmo, umanità, senso di accoglienza, attaccamento all’Isola della quale è fiero e orgoglioso, rispetto delle tradizioni e delle proprie radici, un mix di “ingredienti” che nel tempo lo hanno reso uno dei personaggi più rappresentativi della tradizione culinaria elbana, spesso ospite di trasmissioni televisive ed eventi di settore. È partito dal “ricordo del palato”, tramandato dagli anziani. Ha coinvolto la sua famiglia per recuperare la memoria, ha intervistato gli anziani di Capoliveri e di Rio Marina, si è fatto raccontare le ricette, le abitudini quotidiane, i segreti delle massaie. Ha elaborato, amalgamatoo impastato, sperimentato dosi di ingredienti, metodi e tempi di cottura, sottoponendosi al giudizio austero delle nonne, fino ad arrivare al sapore e alla consistenza giusta. In ogni ricetta c’è una storia: quella delle vita dura delle miniere e della povertà, ma anche della genuinità degli ingredienti, dell’assenza di conservanti, delle uova freschissime, della pazienza, dell’attesa, dei valori umani. Con la nascita di Elba Magna Gabriele Messina ha fatto un regalo a tutti i nonni e nonne, comprese le persone che hanno vissuto nei periodi dell’Elba mineraria, contadina e marinara degli anni ‘20 e ‘50, rimanendo fedele alle tradizioni del tempo, rispettando scrupolosamente ingredienti, aromi e cottura. Grazie a Lui e alla sua tenacia e passione, sono rinati l’Imbollita di fichi, il dolce più antico dell’Elba, il Panficato dell’isola d’Elba, la Schiaccia briaca di Nonna Lilia, dall’antica ricetta della tradizione di Rio Marina, la Schiaccia di Capoliveri, la Schiaccia dell’Armistizio, nata da un’idea ironica per abbracciare sapori, tradizioni e rivendicazioni tra Capoliveri e Rio Marina, la Schiaccia del Minatore con mandorle e fichi, i Cantucci del contadino alle mandorle o con fichi, la Sportella e il Cerimito, dolci che raffigurano gli organi sessuali, che anticamente venivano usati come dichiarazione d’amore fra i giovani che si corteggiavano.
La Cacciallebbora di origine antichissima, il cui nome deriva probabilmente da “caccialepre”, è un pane che vuol rappresentare il sesso femminile, offerto alla Dea Cerere protettrice dell’agricoltura affinché favorisse una stagione fertile e abbondante. Tutti questi prodotti le trovate nel minimarket di Lido di Capoliveri oggi dotato di un bancone della gastronomia ricco di prodotti di eccellenza della tradizione elbana, toscana e non solo, dove si trova un laboratorio all’avanguardia per la produzione e il Ristoro, un ambiente semplice, familiare e “caldo” dove Gabriele narra agli avventori storie di vita, racconta i piatti che propone e i dolci della tradizione che per farli bene richiedono dedizione e tempo. Per Gabriele Messina il cibo è cultura, identità, celebrazione e, soprattutto, linguaggio. I sapori di Elba Magna sono piccoli mattoni su cui ha ricostruito le tradizioni culinarie di una comunità, il “Gusto di un’Isola”. Gabriele ci ha messo il Cuore e i suoi prodotti fanno parlare di sé e delle tradizioni del suo “Scoglio”.
L’articolo, pubblicato nel magazine di promozione turistica Elba Per2 e non solo… Edizione 2025/2026, è stato scritto da Rossella Celebrini, Direttore Editoriale della rivista.



