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Il sistema museale dell’Arcipelago Toscano S.M.A.R.T.

26 Settembre 2023

Il sistema museale dell’Arcipelago Toscano S.M.A.R.T.

Sette isole incantate sospese fra la costa toscana e la Corsica, ricche di storie secolari e personaggi avventurosi, ancora oggi leggibili grazie alle numerosissime testimonianze culturali e archeologiche presenti sul territorio. Luoghi in cui storie di etruschi, romani e feroci pirati si intrecciano a quelle di illustri frequentatori, da Cosimo de’ Medici a Napoleone, fino a Sandro Pertini e all’anarchico Giovanni Passannante. Pagine di storia e di vita contemporanea che aspettano solo di essere scoperte. In questo territorio privilegiato, nel corso del 2020 è stato istituito S.M.AR.T, Sistema Museale dell’Arcipelago Toscano, come strumento di cooperazione inteso a favorire la valorizzazione del patrimonio del territorio. Un progetto nato dalla condivisa necessità di valorizzare l’offerta museale, in un’ottica di unificazione che crea collaborazione e integrazione, ma anche promozione e sviluppo di nuove strategie. Sono oltre 20 i musei, le aree archeologiche, i monumenti musealizzati e le case del Parco delle sette isole, sotto le province di Livorno e di Grosseto, riuniti nel Sistema Museale. Queste eccezionali strutture offrono esperienze culturali in ogni sua forma: parchi e musei archeologici, antiche fortezze, musei geo-mineralogici e di archeologia industriale, collezioni d’arte moderna e contemporanea, miniere e raccolte di varia natura che testimoniano la ricca varietà di un arcipelago abitato e frequentato fin dall’antichità. Contribuiscono a questo enorme patrimonio culturale e naturalistico 9 comuni, il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano (compreso nella Riserva della Biosfera MaB UNESCO), la Fondazione Italo Bolano E.T.S., musei privati con collezioni permanenti ed edifici storici che ospitano mostre temporanee.
25 Settembre 2023

Viaggio al Mausoleo Tonietti tra storia e simbolismo

Antica signorilità dalle pareti scrostate e dalle mani ruvide. Contorni corrosi di una terra che compie 400 milioni di anni. Qui le emozioni arrivano senza ammortizzatori. Si respirano i resti di un mondo antico, fatto di duro lavoro e di vita attiva dodici mesi all’anno. Quando ancora l’Elba non conosceva l’ammorbidente del turismo organizzato. La natura domina fiera nella sua maestosità. Tra guglie di calcarenite e sovrapposizioni tettoniche, ci godiamo contrasti di colori mozzafiato. Poi, la sorpresa! Tra ginepro e lentisco appare, gradita e fuori contesto, l’Arte. Chi si aspetterebbe, in un luogo così spartano, di trovarsi davanti inquietanti protome antropomorfe e teste leonine. Forme signorili che narrano le paure e le gesta di potenti personaggi. Eppure Cavo resta defilato rispetto al resto dell’isola. Certo ‘il viaggio’ da Portoferraio non è breve, soprattutto se si scelgono itinerari secondari. Strade impervie e tutte curve che regalano panorami impagabili in una natura incontaminata. Tra otto e novecento lo sfruttamento delle miniere ha portato all’Elba molta ricchezza. Sullo scoglio sono approdati architetti e gentiluomini. Testimone Villa Tonietti, meraviglia neoclassica che sovrasta il lungomare di Cavo. Era la dimora della famiglia di armatori navali che gestiva le miniere, poi passata di mano in mano e adesso in fase di ristrutturazione. La cappella di famiglia doveva essere un mausoleo liberty progettato da Adolfo Coppedè sul promontorio del Monte Lentisco in mezzo ad un bosco di lecci (quercus ilex). Ma giace abbandonata all’incuria perché il permesso cimiteriale non è stato mai concesso.
25 Settembre 2023

Il complesso di San Francesco oggi Centro culturale “De Laugier”

Il 1° ottobre 1561, con la conferma ottenuta da Pio IV, Cosimo de’ Medici, Duca di Firenze e di Siena, vide realizzarsi l’ambizioso progetto inteso alla fondazione dell’Ordine dei Cavalieri di Santo Stefano. Il Papa, con la bolla “His quae” del 1º febbraio 1562, ne decretò la formale costituzione affidando il Gran Magistero allo stesso Cosimo (che dal 27 agosto 1569 diventerà Granduca di Toscana) e ai suoi successori. Il 15 marzo 1562, nella Primaziale di Pisa, il Nunzio apostolico Monsignor Cornaro, inviato dal Pontefice, consacrò il “Sacro Ordine Marittimo dei Cavalieri di Santo Stefano Papa e Martire” e consegnò al Duca gli statuti approvati, unitamente alla bolla delle concessioni. Nato a somiglianza di quello dei Cavalieri di Malta – al quale peraltro si ispirò per la propria insegna: croce a otto punte bordata d’oro smaltata di rosso in campo bianco, mentre quella maltese è bianca in campo rosso – l’Ordine si prefiggeva lo scopo di difendere, con una propria flotta, le coste e le isole toscane, nonché il resto del Mediterraneo, dalle scorribande dei pirati barbareschi e dalle incursioni turco-ottomane. Nelle intenzioni di Cosimo il quartiere generale del costituendo Ordine doveva essere collocato all’Isola d’Elba, dove era in corso di avanzata costruzione Cosmopolis (Porto Ferraio), e forse anche a tale scopo nel piano urbanistico elaborato dall’Architetto Giovanni Camerini per la nuova città, che già ostentava imponenti fortificazioni, era stato previsto un complesso di notevole importanza: una chiesa con attiguo convento le cui fondamenta vennero gettate nell’ottobre del 1558.
14 Marzo 2023

Donne di mare e di miniera

Fin dall’antichità la popolazione elbana vive delle risorse della terra, quella agricola e quella mineraria. Quest’ultima, la più cospicua, fino al secolo scorso sostiene la maggior parte delle famiglie, specialmente quelle del versante orientale. L’estrazione del ferro si perde nella memoria dei millenni, e così l’organizzazione della società con la rigorosa divisione dei compiti: agli uomini il lavoro nella cava e nei campi, alle donne la famiglia e la casa. Nella miniera le donne sono escluse: solo alle vedove prive di sostentamento è concesso di avvicinarsi alle cave per raccogliere in terra il minerale residuo. Queste rappresentano un po’ ovunque il tipo di donna indipendente dalla tutela dell’uomo che, in nome della povertà, si può muovere liberamente per sostenere la famiglia. Le donne seguono la vita dei loro uomini, scandita dal breve riposo notturno e dal lavoro in miniera. Le donne – compagne di uomini, spezzati dalla fatica che, come cavatori, si levano avanti giorno e tornano, come contadini, a finire la giornata di lavoro nella vigna o nell’orto – sono mogli e mamme sole.
2 Febbraio 2023

Il Volterraio in due testimonianze cinquecentesche

I Medici “scoprirono” l’Elba nel 1548, quando la tolsero ai suoi antichi signori, i d’Appiano, con l’intero Stato di Piombino, consenziente non disinteressata la Corona imperiale. Essi vi inviarono un ampio spiegamento di uomini e di mezzi necessario alla realizzazione di un centro fortificatoil cui nome aulico, Cosmopolis, scaturito dal colto entourage del Duca Cosimo, sarebbe stato messo in sordina da quello di Portoferraio, già vivo in varie forme nella toponomastica medievale. L’isola possedeva un dispositivo di difesa, che il commissario del Duca Girolamo degli Albizi fu incaricato di censire e di acquisire nei suoi diversi elementi. Egli demandò il compito ad alcuni suoi ufficiali, tra cui Giuliano delle Vedove da Empoli, che ebbe come meta la rocca del Volterraio.
30 Gennaio 2023

Il Granduca Francesco I de’ Medici ed il suo possedimento elbano

Il viaggiatore o visitatore, che giunge a Portoferraio, nota subito le fortezze rinascimentali volute da Cosimo I de’ Medici, duca di Firenze, per difendere l’Elba dalle incursioni turco-barbaresche e per contrastare la politica di espansione francese. E’ evidente anche che il Duca fiorentino volle supportare la piazzaforte militare con la creazione di una città i cui abitanti si formarono in seguito all’emanazione di una serie di esenzioni fiscali e di privilegi concessi dallo stesso Cosimo. Inizialmente, però,il popolamento fu lento. Solo col successore, il figlio Francesco I, il numero degli abitanti aumentò sempre più nel proseguo degli anni, grazie anche all’introduzione di nuove attività lavorative. La creazione dell’Arsenale delle Galeazze, ad esempio, fu importante per lo sviluppo economico della città.
4 Gennaio 2023

Le Ville marittime di epoca augustea dell’Arcipelago Toscano

Navigando sulla costa tirrenica, si inizia a sfogliare quel ventaglio di isole disposte a distanza ravvicinata, ricche di porti e approdi frequentati fin dall’antichità, generose di acqua, fertili, note come Arcipelago Toscano. La storia dell’arcipelago e dell’Elba, sua isola principale, è costellata dalla presenza di ville lussuose di epoca romana (costruite tra l’età augustea e la prima età imperiale), che ancora oggi chiamiamo villae marittimae, simili a quelle esistenti in tutta la costa laziale e toscana. Eleganti, imponenti, sono il riconoscimento più prestigioso del valore delle nostre coste. Una scelta consacrata dalla spettacolarità dei siti prescelti, che si affacciano sul mare. Il vento, il mare, la voglia di esplorare. Lontane da Roma, ma parte integrante della pulsante vita dell’impero. Dimore dell’otium, inteso come benessere fisico e intellettuale, e al tempo stesso fulcro di attività imprenditoriali delle famiglie più importanti dell’impero romano, collegate allo sfruttamento commerciale di risorse naturali come le miniere dell’Elba e le cave di granito anche sull’isola del Giglio. Pregiate, lussuose, costruite su promontori e luoghi spettacolari, mai banali, mai scontate. Luoghi strategici per il traffico dei commerci, l’avvistamento di navi in arrivo, il controllo della navigazione, la sicurezza per gli approdi, l’attenzione ai venti e alle maree.
9 Agosto 2022

A proposito di Napoleone

Il 6 aprile 1814 Napoleone, dopo la sconfit-ta di Lipsia, arriva a Fontainebleau. Viene deciso il suo esilio all’isola d’Elba. Prima di partire si reca dalla sorella Paolina che lo abbraccia e lo consola per ore prima del suo congedo. Gli abitanti dell’isola d’Elba (che appartiene alla Francia dal 1802) non si aspettano certamente il suo arrivo e vengono avvisati con un manifesto del generale Dalesme che annuncia l’arrivo di Napoleone recitando: «Le vicende umane hanno condotto l’Imperatore Napoleone in mezzo di voi, e la di lui propria scelta ve lo da per Sovrano. Avanti d’entrare nelle vostre mura, il Vostro Augusto, e nuovo Monarca mi ha indirizzate le seguenti parole: mi affretto a farvele conoscere perché esse sono il pegno della vostra felicità futura. “Generale, io ho sacrificato i miei diritti agli interessi della Patria, e mi sono riservata la Sovranità, e proprietà dell’Isola d’Elba, a ciò hanno consentito tutte le Potenze.
9 Agosto 2022

Cosimo de’ Medici

Narra la leggenda che quando Cosimo era bambino il padre, Giovanni delle Bande Nere, volle che gli fosse gettato nelle braccia da una finestra di Villa Salviati, a Firenze, per capire dalla sua reazione il destino che avrebbe avuto. Il piccolo Medici sembra non si fosse assolutamente spaventato e qualche anno dopo, a diciassette anni, forse grazie alla fermezza del suo carattere, sarà prescelto dai senatori Francesco Guicciardini, Filippo Strozzi, Baccio Valori e Niccolò Acciaiuoli per ricoprire il ruolo di Duca di Firenze in seguito all’uccisione del Duca Alessandro. I senatori, ingannati, infatti, dalla giovane età e dall’indole taciturna e severa di Cosimo, pensarono di poter governare in sua vece, ma il giovane rivelò ben presto il lato del carattere “sollecito e risoluto” che lo avrebbe portato a divenire l’uomo più temuto di Firenze e il più potente della Toscana. Divenuto Duca, una delle sue prime mosse politiche fu di non scendere a patti con i fuoriusciti repubblicani che annientò nella battaglia di Montemurlo (1537) cancellando ogni loro speranza di ritorno al potere. Questa vittoria che legò politicamente Cosimo all’Imperatore Carlo V lo contrappose, invece, alla Francia di Caterina de’ Medici la quale, come ultima erede del ramo di Lorenzo il Magnifico, accusava Cosimo di aver usurpato i suoi diritti sulla Signoria di Firenze. Sotto gli auspici dell’Imperatore, il giovane Medici, il 29 luglio 1539, si unì in matrimonio con Eleonora, figlia di Don Pietro di Toledo, Viceré di Napoli e fratello del Duca d’Alba.
22 Marzo 2022

Il Castello del Volterraio: salire sempre più in alto per scomparire all’orizzonte

Il traghetto per l’Elba fende le increspature del mare e si accosta all’isola seguendone il profilo sinuoso. La navigazione procede verso il golfo di Portoferraio. La rada è un ampio anfiteatro, e al centro dello scenario si erge un dirupo conico sormontato da una rocca muraria squadrata: la Fortezza del Volterraio (vedi nota 1). Ancora oggi la sua fisionomia turrita emerge sul mare come una muta sentinella, esprimendo il remoto e cruciale ruolo svolto per la difesa delle comunità isolane. Le vetuste rovine dell’antico edificio suscitano ammirazione in chi si avvicina all’isola, e suggeriscono l’ombra di accadimenti eroici ed epici ancorché spesso anonimi e incogniti. Il Volterraio è uno dei simboli dell’Elba, terra che ha visto avvicendarsi popoli e condottieri, naviganti mediterranei e pirati invasori, in una storia solo in parte svelata. Il castello fu acquistato 15 anni fa dal Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano con il preciso compito di arginare l’incalzante erosione del tempo. Purtroppo le scarse risorse messe a disposizione dell’ente hanno rinviato il processo di restauro che solo recentemente si è potuto affrontare, garantendo infine la fruizione dei visitatori in tutta sicurezza. Oggi si può raggiungere la rocca salendo con accortezza il sentiero segnato che si distacca dalla strada provinciale che si inerpica da Bagnaia verso Rio nell’Elba, seguendo profondi tornanti.