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14 Settembre 2026Una vita dedicata al mare
C’è un “ragazzo” di novant’anni anni che ancora oggi si infila la muta, calza le pinne e “scivola” sotto la superficie del mare. Quel “ragazzo” si chiama Carlo Gasparri: il figlio più illustre che il mare dell’Elba abbia mai cresciuto. Portoferraiese puro, ci tiene a precisarlo, classe 1936, ha vinto tutto in acqua e poi ha dedicato la vita per difenderla. Per un decennio intero ha dominato la scena internazionale della pesca subacquea, sfidando le correnti e i fondali di tutto il mondo, conquistando ogni titolo possibile. Una vita costellata di imprese titaniche, trionfi, premi e onorificenze. Negli anni che vanno dal ‘64 al ‘74 vive il suo decennio d’oro, consacrandosi “Re del Mare” con 5 titoli italiani e 3 europei; nel 1969 si attesta il titolo di campione mondiale di pesca subacquea nelle acque delle Isole Eolie. Impresa che lo proietta nell’Olimpo di questa disciplina sportiva. Da questo momento il mondo intero gli spalanca le porte.
Nel 1971 si aggiudica anche il Tridente d’Oro, il Nobel della subacquea. I suoi successi sono il frutto di un DNA da vero campione che ha avuto il “privilegio” di allenarsi in una palestra naturale d’eccellenza: il mare dell’Elba, da lui considerato uno dei mari più belli al mondo per le immersioni. Non a caso anche Jacques Mayol – a lui legato da un rapporto di profonda stima e collaborazione, essendo entrambi i pionieri e le leggende dell’apnea e della subacquea – la sceglie per stabilire nel 1983, nei fondali capoliveresi, il suo record di apnea (105 metri) e per viverci. La straordinaria carriera di Carlo Gasparri è un elenco infinito di missioni, molte dell quali in rappresentanza della Federazione Italiana di Pesca Subacquea (FIPS) in Francia, Spagna, ex Jugoslavia, Messico, Brasile, Polinesia, Australia, Russia… In Cile dove vi rimane per 4 mesi conosce l’allora presidente Allende e Pablo Neruda. Amante delle imprese estreme, è il primo uomo a sfidare Capo Horn, nella Terra del Fuoco tuffandosi nelle sue acque gelide e tempestose, in quella che passerà alla storia come la prima immersione sportiva “all’inferno”. Se oggi Jannik Sinner rappresenta l’eccellenza dello sport italiano, negli anni ruggenti della pesca subacquea quel ruolo lo riveste Carlo Gasparri, leggenda assoluta. In quel periodo infatti è testimonial di prestigiosi brand mondiali, partecipa a trasmissioni televisive, viene premiato più volte da Pippo Baudo. Il suo volto domina le copertine delle più importanti riviste subacquee. Non solo! Veste anche i panni d’attore nella miniserie Jack London, andata in onda nel 1974 a fianco di Orso Maria Guerrini.
Le imprese di Gasparri sono paragonabili ad un mare sconfinato le cui “onde più alte” portano nomi prestigiosi: nel 1975 viene insignito del titolo di Cavaliere della Repubblica dal Presidente Sandro Pertini e nominato Grande Ufficiale al Merito Sportivo dal CONI. Nel 2023, l’Ordine dei Cavalieri di Santo Stefano gli conferisce il prestigioso XL premio “Una vita dedicata al mare”, riconoscimento di altissimo valore tecnico, istituzionale e scientifico, quanto di più importante esista nell’ambito della marineria italiana. Ma ridurre Carlo Gasparri ad un palmarès è come descrivere l’Elba, elencandone i km di costa. I premi ricevuti dalla subacquea sono solo un passaggio. All’apice della carriera, Carlo, fece una promessa ad un pescatore “Domani vinco poi smetto” E’ il 1975 quando a Santa Teresa di Gallura, in un clima rovente, il campionato italiano di pesca subacquea è sul punto di saltare per una protesta della comunità locale guidata dai sindacati, che accusa la manifestazione di togliere il “pane quotidiano” ai pescatori. Gasparri da bravo mediatore placa gli animi e a fa sì che si disputi la gara. Si aggiudica l’ennesimo titolo di campione e fedele alla promessa fatta chiude con l’agonismo.
Non solo, prende a cuore il problema e scrive un importante regolamento – attualmente in vigore all’interno della FIPSAS Federazione Italiana Pesca Sportiva e Attività Subacquee – mettendo un limite massimo di 5 kg di pesce al giorno per la pesca sportiva dilettantistica. Ceduto lo scettro da campione diventa “Sentinella del Mare” per proteggere, con la stessa tenacia, ciò che una volta ha conquistato. La sua profonda conoscenza del mare lo porta dritto dietro ad una telecamera; nasce così il giornalista, il documentarista per le redazioni RAI in programmi specializzati nella salvaguardia dell’ambiente. Affianca – per 12 anni nella trasmissione Linea Verde – Federico Fazzuoli che scrive di lui «Grazie Carlo per tutte le emozioni che ci fai vivere con tutte le tue immagini e i tuoi racconti. Questo mondo per tanti di noi molto lontano, con te è diventato più vicino, direi quasi familiare.» Profondo conoscitore del Mediterraneo, porta la sua esperienza nella rubrica Azzurro Quotidiano da lui definita come il best seller del mare. Viene, inoltre, invitato da Gaspare Barbiellini Amidei al Corriere della Sera per approfondimenti sull’ambiente marino di tutto il mondo. Carlo Gasparri… Un vulcano in eruzione! È uno dei tre fondatori del Circolo Teseo Tesei all’Isola d’Elba. Nel 1974 contribuisce a far istituire la zona di tutela biologica dello “Scoglietto” – da lui definito un paradiso per la morfologia e la straordinaria varietà faunistica – quando nessuno sapeva cosa fosse un’area marina protetta. Nel 1992 è tra gli ospiti d’onore della delegazione italiana (invito di cui va fiero) al congresso ONU sull’ambiente, tenutosi a Rio de Janeiro. Nel 2001 fonda l’Associazione Arcipelago Libero. Per la Fondazione Isola d’Elba – nella quale riveste il ruolo di Presidente della commissione ambientale – coordina un monitoraggio, durato 18 anni, sui fondali, “percorrendo” sessanta miglia sott’acqua con migliaia d’ore di immersione.
Pubblica inoltre una mappa sentieristica subacquea dove sono elencate 5 zone dell’Isola d’Elba di particolare interesse. È attraverso la fotografia che Carlo Gasparri si allontana gradualmente dalla pesca subacquea. Avvicinandosi ai pesci, questa volta con la macchina fotografica, inizia a conoscerli, a studiarne le abitudini, intrecciando con loro un legame sempre più forte e indissolubile. Con i suoi numerosi scatti – molti dei quali pluripremiati (oggi ne possiede più di 72.00) – e i suoi tanti cortometraggi, ci conduce alla scoperta di mondi sommersi. Ogni mare è stato il suo palcoscenico, ma il cuore è rimasto ancorato a quello dell’Elba che gli ha regalato i suoi “tesori” più grandi: Loretta, la compagna di una vita, il suo porto sicuro nei momenti più difficili, la figlia Carla e la nipote Lavinia. Isolano Doc, amante del mare, ma anche della terra, è un esperto conoscitore di funghi e di boschi. Ogni giorno si reca nel suo piccolo orto che cura con passione, donando parte dei prodotti a persone che ne hanno bisogno: piccoli gesti che lo fanno star bene
A gennaio per i suoi 90 anni l’Isola intera gli ha reso omaggio. Ma il regalo più grande se lo fa da solo ogni volta che si immerge nel mare dove lontano dal tempo, tra la luce che filtra nelle gorgonie, l’ombra di una cernia che sfiora il fondale… accade qualcosa di raro. L’uomo e non più il campione, stringe con Lui un patto silenzioso suggellato dal rispetto. Un dialogo tra il mare che gli parla con il linguaggio segreto delle profondità, fatto di suoni e silenzi, e lui che ascolta, capisce, risponde… I pesci non sono più prede, ma compagni di viaggio. Li accarezza, ci “gioca”, gli porge il cibo… È lì, in quel “respiro sospeso”, che Carlo e il mare diventano tutt’uno.
L’articolo, pubblicato nel magazine di promozione turistica Elba Per2 e non solo. – Edizione 2026/2027 – è stato scritto da Alessandra Tozzi, Coordinatore Editoriale della rivista.



