Navigando sulla costa tirrenica, si inizia a sfogliare quel ventaglio di isole disposte a distanza ravvicinata, ricche di porti e approdi frequentati fin dall’antichità, generose di acqua, fertili, note come Arcipelago Toscano. La storia dell’arcipelago e dell’Elba, sua isola principale, è costellata dalla presenza di ville lussuose di epoca romana (costruite tra l’età augustea e la prima età imperiale), che ancora oggi chiamiamo villae marittimae, simili a quelle esistenti in tutta la costa laziale e toscana. Eleganti, imponenti, sono il riconoscimento più prestigioso del valore delle nostre coste. Una scelta consacrata dalla spettacolarità dei siti prescelti, che si affacciano sul mare. Il vento, il mare, la voglia di esplorare. Lontane da Roma, ma parte integrante della pulsante vita dell’impero. Dimore dell’otium, inteso come benessere fisico e intellettuale, e al tempo stesso fulcro di attività imprenditoriali delle famiglie più importanti dell’impero romano, collegate allo sfruttamento commerciale di risorse naturali come le miniere dell’Elba e le cave di granito anche sull’isola del Giglio. Pregiate, lussuose, costruite su promontori e luoghi spettacolari, mai banali, mai scontate. Luoghi strategici per il traffico dei commerci, l’avvistamento di navi in arrivo, il controllo della navigazione, la sicurezza per gli approdi, l’attenzione ai venti e alle maree.