BLOG ELBA PER2

2 Settembre 2025

Il Patrimonio delle murature a secco nell’Arcipelago Toscano

Nel cuore del Mar Tirreno, dove il vento parla antiche lingue e il profumo della macchia mediterranea si mescola alla salsedine, le isole dell’Arcipelago Toscano custodiscono un tesoro silenzioso e discreto: le murature a secco. Si tratta di strutture apparentemente semplici, ma che in realtà rappresentano vere e proprie opere d’arte collettive, risultato di una stretta relazione tra l’uomo e la sua terra, tra necessità e attenzione per il proprio territorio.
1 Settembre 2025

ISOLA D’ELBA La palestra a cielo aperto di Matteo Anselmi

C’è un ritmo che scandisce le giornate di Matteo Anselmi, classe 1994, runner elbano d’élite specialista in trail running, una specialità della corsa a piedi che si svolge su sen-tieri naturali (montagna, boschi, creste, sterrati), spesso con dislivelli impegnativi e lunghe distanze. Matteo è specializzato in ultra trail, ovvero gare di ultramaratona in natura che superano i 42 km, come dimostrano le sue partecipazioni a eventi da 90, 102, fino a 180 km, spesso con dislivelli estremi come la CCC a Chamonix o la GTE all’Isola d’Elba.
14 Luglio 2025

I migliori ristoranti dove mangiare, le migliori cantine dove degustare all’Isola d’Elba

La cultura della tavola è quella più autentica per conoscere un territorio. Ogni ricetta tramandata, di generazione in generazione, racchiude la storia di un popolo. L’Elba è un’Isola affascinante e suggestiva, plasmata dalla natura che, generosa da sempre, regala paesaggi straordinari e prodotti genuini. L’Isola, nel cuore del Mar Tirreno, è uno “scrigno” lussureggiante di vegetazione, ricco di ferro, minerali e granito, che custodisce tesori preziosi. La salinità del terreno conferisce alle colture agricole sapori unici e ai vini una “personalità” distintiva con “sfumature di sale e iodio”, che si intrecciano con i frutti e le note minerali. Dalle colline al mare l’Isola è un susseguirsi di vigneti che raccontano una storia millenaria, legata alla produzione vitivinicola che affonda le sue radici fin dall’età degli etruschi. Un patrimonio enologico che si sposa perfettamente con l’identità gastronomica insulare, dove ogni piatto è un omaggio alla terra e al mare. In questo “paradiso del gusto” le proposte culinarie spaziano dalle antiche ricette quali lo stoccafisso alla riese, il gurguglione, la sburrita… ai sofisticati piatti gourmet a base di crudité, frutto di un processo di continua ricerca e sperimentazione. Tra tradizione e innovazione la cucina elbana è un vero caleidoscopio di sapori, profumi e colori. E siccome il buon esito di una vacanza dipende anche dal buon cibo e dal buon vino, lasciatevi guidare da questo “percorso del gusto” che partendo da Portoferraio e toccando tutti i Comuni dell’Isola – tra incantevoli borghi, spiagge dorate, lambite dalle acque cristalline, tra castagni secolari, macchia mediterranea e antichi vigneti – vi farà scoprire i “tesori” enogastronomici dell’Isola Elba.
9 Gennaio 2025

La costruzione dei Forti di Portoferraio

La costruzione dei forti e della città di Portoferraio, il cui nome aulico fu Cosmopoli dal nome del Duca Cosimo de’ Medici, si colloca nel tumultuoso periodo di guerra tra l’impero di Carlo V e la Francia. Quel conflitto, che si prolungò a più riprese per cinquanta anni, si svolse anche sul mare. La Francia aveva l’appoggio della flotta turca, Carlo V di quella genovese. La Toscana, come tale stato di giovane formazione, era un ducato imperiale. L’Elba, che faceva parte del Principato di Piombino, era stata più volte oggetto di scorrerie turche. La sua difesa era per la Spagna fondamentale per il controllo delle rotte tirreniche e del collegamento con il vicereame di Napoli. Il Principato di Piombino non aveva risorse per garantire un adeguato presidio dell’isola. Il Duca di Toscana offrì a Carlo di provvedere a propria cura e spese a fortificare Portoferraio, uno dei porti naturali più sicuri del Tirreno e capace di accogliere una grande flotta. La Spagna accettò e Cosimo chiese in cambio l’annessione dell’isola al suo Ducato. La Principessa di Piombino, la cui sovranità si estendeva all’Elba, non fu d’accordo ed ostacolò in ogni modo l’iniziativa toscana. Anche Genova non accettava che l’ambizioso Duca si impadronisse di un caposaldo tanto strategico da cui avrebbe potuto ostacolare le flotte genovesi.
8 Gennaio 2025

L’isola d’Elba, la mia isola di ferro

L’isola d’Elba è “la mia isola di ferro”. Undici anni fa sentii per la prima volta il suo cuore battere nelle gallerie sotterranee del Ginevro. Credo che sia stato proprio in quel momento che metà, del mio cuore, “si trasformò in magnetite”.Le miniere di Calamita le ho viste per la prima volta dal mare, da piccolissima, durante le gite in barca con mio nonno. Erano una tappa fissa. Ricordo l’imponenza della laveria del Ginevro con i suoi nastri trasportatori che mi ricordavano le giostre del lunapark, e gli impianti di lavorazione del cantiere del Vallone Basso, sculture silenziose di un’epoca finita che dominavano il mare.Molto tempo dopo con il mio amico e compagno d’università, Matteo decisi di scegliere proprio le miniere come oggetto della tesi di laurea in architettura. “Le miniere di Calamita, una storia millenaria. Progetto di recupero e riqualificazione del parco minerario di Capoliveri” una grande dichiarazione d’amore per questa terra, casa mia.L’origine della escavazione e della lavorazione del minerale ferroso dell’Isola si perde nella notte dei tempi: i giacimenti elbani sono tra i più antichi depositi ferriferi sfruttati nel mondo.Anche Virgilio, nell’Eneide, definiva l’Elba “Insula inexhaustis Chalybum generosa metallis”, ossia un’Isola ricca di miniere inesauribili.
6 Gennaio 2025

Nel blu profondo del Santuario Pelagos

Tra le straordinarie eccellenze dell’Arcipelago Toscano vi è anche la presenza del Santuario Internazionale per la protezione dei Mammiferi Marini Pelagos. Il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano è totalmente inserito all’interno di questa che è un’area marina internazionale (con una superficie di circa 87.500 Kmq) dedicata alla protezione dei mammiferi marini e dei loro habitat nel Mar Mediterraneo, posta sotto protezione per effetto di un accordo multilaterale tra Francia, Italia e Monaco (Accorgo Pelagos) firmato a Roma nel 1999 ed entrato in vigore nel 2002. Nel 2001 il Santuario Pelagos è diventato “Area Specialmente Protetta di Importanza Mediterranea” (ASPIM) nell’ambito della Convenzione di Barcellona. Il Santuario si estende nel bacino corso-ligure-provenzale da Punta Escampobariou (nei pressi di Tolone) a Capo Falcone e Capo Ferro (Sardegna), fino al confine tra Toscana e Lazio. E’ un’area caratterizzata da un’elevata biodiversità che comprende circa 8.500 specie di animali marini. Grazie alla sua considerevole ricchezza di plancton e di vita pelagica, l’area del Santuario Internazionale per i Mammiferi Marini è interessata, durante i mesi estivi, da una straordinaria presenza di cetacei di tutte le specie frequentatrici del Mediterraneo. In questa zona sono presenti, infatti, Balenottere comuni (Balenoptera pbysalus) e Stenelle (Stenella coeruleoalba), Capodogli (Phiseter catodon), Globicefali (Globicephala phisalus), Grampi (Grampus griseus), Tursiopi (Tursiops trucantus), Zifi (Ziphiys cavirostirs) e Delfini comuni (Delphinus delphy). Di grande valore conservazionistico la presenza della Foca monaca (Monachus monachus), segnalata anche di recente nell’Arcipelago Toscano.
6 Gennaio 2025

Aperte al pubblico le stanze segrete del carcere di massima sicurezza a Pianosa

Da quando sono Presidente del Parco Nazionale Arcipelago Toscano ho raccolto critiche sul fatto che Pianosa cada a pezzi. In effetti sull’Isola la gran parte degli edifici sono abbandonati e pericolanti, dopo che il borgo è stato lasciato dai suoi abitanti. Il compito del Parco è quello di occuparsi della natura e proteggerla ma, per quanto possibile, questo Ente ha cercato di strappare al degrado qualche edificio e valorizzarlo, chiedendone la concessione al Demanio, effettivo proprietario. E così, dopo la ristrutturazione delle ex Villa Literno, ora foresteria e magazzino del Parco, dell’edificio della Ex Direzione, ora Museo delle Scienze e della Casa dell’Agronomo, ora nuovo Centro visite ed esposizione museale, un altro progetto ci ha impegnato: l’apertura alle visite turistiche del carcere di massima sicurezza Agrippa dal dal 1° giugno 2024. Questa nuova opportunità di visita ha suscitato molta curiosità di quotidiani e tv nazionali e di pubblico; infatti nel solo mese di giugno ci sono stati 960 visitatori.
3 Gennaio 2025

Alla ricerca della preistoria Testimonianze di megalitismo elbano

La Costa del Sole ha tre celeberrime regine: Cavoli, Seccheto e Fetovaia, annoverate tra le spiagge più belle dell’Isola d’Elba e meta di migliaia di turisti. Visitatori perlopiù ignari che, inerpicati sui pianori di questo scampolo di paradiso, si celano tesori dimenticati da tutti e coperti dalla vegetazione. Tra i cisti, i corbezzoli e le scope in fiore giacciono testimonianze millenarie lasciate da popolazioni che scelsero questi luoghi in epoca neolitica. Qui i nostri progenitori coltivavano la terra, custodivano gli animali e osservavano il cielo. Tra i 335 e i 430 metri s.l.m. sopra la frazione di Seccheto (sentieri n°137 e n°135) si trovano le Necropoli di Piane alla Sughera e della Forca, quest’ultima sconosciuta ai più, perché è ancora immersa nella macchia mediterranea. Il sito di Piane alla Sughera (335 metri s.l.m.), consta di alcune tombe preistoriche a cista litica, al centro di tumuli delimitati da circoli di pietre e corredate esternamente da segnacoli (piccoli menhir[1]). Tra queste ne spicca una, evidentemente rimaneggiata in tempi recenti, con la creazione di un grande ovale, fatto con un muretto a secco e semichiuso superiormente da un lastrone litico. I resti dell’enigmatica necropoli hanno ispirato antiche leggende elbane che narrano di un luogo sacro dove i megaliti, disposti in forme circolari e rettangolari, fungevano da sepolture e da templi per celebrare riti propiziatori accompagnati da canti e danze. Dopo circa 2 km si lascia il sentiero n°135 per avventurarsi nella vegetazione per 250 metri; qui si trovano alcune testimonianze di una seconda zona di sepolture tra cui una tomba a cista litica priva di copertura e un bel menhir affacciato sulla spiaggia di Fetovaia, rinvenuti nel 2018, e un altro menhir da me segnalato il 13 marzo 2024, ma ancora non censito da nessun archeologo. L’area attualmente è immersa nella gariga[2], anche se è stato aperto un piccolo varco, ed è indicata su Google Maps come Necropoli della Forca (430 metri s.l.m.).
14 Dicembre 2023

L’Arte di Bolano è ricerca introspettiva

Il “Museo Diffuso di Arte Moderna dell’isola d’Elba” che si estende negli 8 comuni dell’isola (oggi 7), dedicato a personaggi elbani famosi, ad eventi verificatisi in ambito storico sull’isola e alla bellezza del paesaggio locale. Per il turista sarà una piacevole sorpresa scoprire i capolavori realizzati da Italo Bolano durante la sua vita su tutta l’isola, con lo scopo di impreziosire la sua terra e creare un dialogo fra arte e bellezza della natura. Altro capolavoro è il “Museo della Ceramica Italo Bolano” ubicato negli spazi della fortezza di Forte Falcone a Portoferraio dove si può ammirare l’evoluzione nel tempo del lavoro dell’artista con i materiali ceramici, una quarantina di pezzi donati al Comune di Portoferraio tra i quali un grande pannello che raffigura Cosimo I de’ Medici, fondatore della città, l’antica Cosmopoli, in occasione dei 500 anni dalla sua nascita. Buon tour e godetevi lo spettacolo fra natura e arte! Italo avrà raggiunto il suo scopo.