BLOG ELBA PER2

24 Gennaio 2022

Scorci, marine e notturni nell’arte di Flavio Orsi

Un pittore tanto più è bravo quanto più riesce a smarcarsi dai suoi maestri, senza tradirli. Se lo appendiamo al suo albero genealogico e la sua storia ci appare come l’eco o la giustapposizione o il condensato di storie precedenti, vuol dire che sta ancora compitando, come un bimbo sul banco di scuola. Il suo cammino comincia dal primo passo che muove nella direzione di un linguaggio personale e la sagacità del lettore sta proprio nel contarglieli, i passi, e nel seguirne la velocità, il ritmo, le esitazioni, le stanchezze, le soste, la recuperata elasticità. Flavio Orsi, che espone da quando aveva diciott’anni, è sulla buona strada da un bel pezzo. Il suo orizzonte artistico è la macchia, nell’accezione fiorita all’Elba principalmente dal secondo dopoguerra, che ha assai di più del livornese che del fiorentino, per una questione, potremmo dire, di sensibilità.
21 Gennaio 2022

Guida Isola d’Elba

Isola di infinita bellezza, caleidoscopio di colori, sapori e profumi, l’Elba è un luogo di grande suggestione, dove ogni angolo nasconde tesori preziosi e inaspettati. Un piccolo scrigno che racchiude in sé non una, ma tante piccole perle, tutte diverse e tutte da scoprire. Ad iniziare dalla straordinaria complessità e diversità della natura, l’Elba è un posto magico dove, a pochi chilometri di distanza, si alternano spiagge da sogno, montagne di granito, verdi boschi, laghetti nascosti e miniere dall’aspetto lunare. Un vero paradiso naturalistico. Famosa per la bellezza delle sue coste e delle sue spiagge, l’Elba porta con sé anche un passato importante. Innumerevoli sono i personaggi illustri e i popoli dalle origine anche lontane, che sono approdati sull’isola e qui hanno lasciato testimonianze del loro passaggio: fortezze, chiese, pievi, ville e piccoli borghi arroccati sulle colline. Eredità preziose che conservano il ricordo di secoli di storia, cultura e tradizioni.
6 Dicembre 2021

L’Isola che c’è nel fulgore dell’estate, nei silenzi dell’inverno

Questo brano introduce il terzo capitolo de La Penna d’Oca, il mio secondo romanzo che, come il primo, La Fatica della Politica, in larga parte è ambientato all’Isola d’Elba con le isole che la circondano, sorelle minori che il mito vuole siano nate dalla rottura della collana di perle che ornava il collo di Afrodite mentre stava sorgendo dal mare. Sette perle per sette isole che con il tempo dettero vita a quello che oggi è l’Arcipelago Toscano e che in più pagine trova spazio nello svilupparsi della descrizione della trama dei romanzi. Come quando, «incurante dell’aria fredda che si insinuava fra le vesti e che le arrossava il viso, Alita volle che Nilo l’accompagnasse sul ponte del traghetto per osservare il paesaggio a tutto tondo, incuriosita e attratta da una visione per lei inconsueta e per molti aspetti affascinante. Avvicinandosi all’Elba già si notava con maggiore chiarezza la striscia allungata di Capo Corso, come fosse il dito di una grande mano distesa sulle acque ad indicare imprecisate rotte di navi e il fantastico mondo del santuario dei cetacei.
27 Luglio 2018

La nidificazione della tartaruga Caretta caretta a Campo nell’Elba

La nidificazione della tartaruga Caretta caretta lo scorso anno, a Campo nell’Elba, è stato un evento meraviglioso ed eccezionale. Non si hanno notizie che un evento del genere si sia mai verificato all’isola d’Elba e nemmeno nelle altre isole dell’Arcipelago Toscano. Questo è probabilmente avvenuto per due fattori, uno in via generale negativo ed uno positivo. Il primo è l’effetto dei cambiamenti climatici che ha fatto innalzare la temperatura del Mediterraneo, favorendo lo spostamento delle tartarughe sempre più a nord. Il secondo, invece, straordinariamente positivo è il frutto dell’eccezionale lavoro che hanno svolto negli ultimi 25 anni, i centri di recupero per tartarughe marine nel Mediterraneo e in Italia in particolare. Centinaia di esemplari, forse migliaia, sono stati recuperati, molti grazie alla collaborazione dei pescatori. Infatti uno dei casi più frequenti è quello di tartarughe che restano impigliate nelle reti e che quindi sono costrette ad apnee troppo prolungate anche per primatiste eccezionali quali sono. Spesso poi il recupero consente di accertare altre patologie che vengono curate prima del reinserimento in natura.