BLOG ELBA PER2
6 Dicembre 2021
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Questo brano introduce il terzo capitolo de La Penna d’Oca, il mio secondo romanzo che, come il primo, La Fatica della Politica, in larga parte è ambientato all’Isola d’Elba con le isole che la circondano, sorelle minori che il mito vuole siano nate dalla rottura della collana di perle che ornava il collo di Afrodite mentre stava sorgendo dal mare. Sette perle per sette isole che con il tempo dettero vita a quello che oggi è l’Arcipelago Toscano e che in più pagine trova spazio nello svilupparsi della descrizione della trama dei romanzi. Come quando, «incurante dell’aria fredda che si insinuava fra le vesti e che le arrossava il viso, Alita volle che Nilo l’accompagnasse sul ponte del traghetto per osservare il paesaggio a tutto tondo, incuriosita e attratta da una visione per lei inconsueta e per molti aspetti affascinante. Avvicinandosi all’Elba già si notava con maggiore chiarezza la striscia allungata di Capo Corso, come fosse il dito di una grande mano distesa sulle acque ad indicare imprecisate rotte di navi e il fantastico mondo del santuario dei cetacei.
6 Dicembre 2021
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Perla della Toscana baciata dal Mare E proprio per far conoscere le bellezze storiche e naturalistiche dell’Elba la Regione Toscana, a maggio 2017, ha invitato su […]
14 Gennaio 2019
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Nel 1955 l’isola d’Elba è una meta turistica dove approdano pochi fortunati o con yacht privati o con piroscafi per godersi indisturbati la natura e il […]
27 Luglio 2018
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La nidificazione della tartaruga Caretta caretta lo scorso anno, a Campo nell’Elba, è stato un evento meraviglioso ed eccezionale. Non si hanno notizie che un evento del genere si sia mai verificato all’isola d’Elba e nemmeno nelle altre isole dell’Arcipelago Toscano.
Questo è probabilmente avvenuto per due fattori, uno in via generale negativo ed uno positivo. Il primo è l’effetto dei cambiamenti climatici che ha fatto innalzare la temperatura del Mediterraneo, favorendo lo spostamento delle tartarughe sempre più a nord.
Il secondo, invece, straordinariamente positivo è il frutto dell’eccezionale lavoro che hanno svolto negli ultimi 25 anni, i centri di recupero per tartarughe marine nel Mediterraneo e in Italia in particolare. Centinaia di esemplari, forse migliaia, sono stati recuperati, molti grazie alla collaborazione dei pescatori. Infatti uno dei casi più frequenti è quello di tartarughe che restano impigliate nelle reti e che quindi sono costrette ad apnee troppo prolungate anche per primatiste eccezionali quali sono. Spesso poi il recupero consente di accertare altre patologie che vengono curate prima del reinserimento in natura.




