BLOG ELBA PER2

31 Ottobre 2023

Antiche sentinelle dell’Elba

Siano esse degli oppida[1] o delle opere fortificate d’età medievale e moderna o delle “casematte”[2] del secolo scorso, le testimonianze di un’Elba capace di fare cattivo viso a un aggressore sono numerose e di rilevante interesse. Le più visibili, nel loro complesso, e certo le più suggestive, appaiono quelle che rimandano al dominio esercitato sull’Isola nell’arco di cinque-seicento anni da più potentati, tra cui la Repubblica di Pisa e gli stati piombinese e fiorentino. Si tratta di realizzazioni tanto isolate che urbane. Di esse, le piazze di Portoferraio e di Porto Longone, espansione insulare – quest’ultima del continentale Stato dei Presidi, diretta emanazione della Corona di Spagna – ebbero natura ampiamente strategica e furono funzionali a sistemi geo-politici “globali”. Nella tirannia dello spazio, basteranno due dei punti forti presenti sull’orizzonte cronologico che abbiamo voluto privilegiare a rappresentare l’insieme: la Rocca del Volterraio e la Torre del Giogo, soggetti di storia raggiunti anche dalla poesia e dalla leggenda, grazie al loro eccezionale valore iconico. Posta a dominare, si può dire, l’intera Elba dall’alto del “dirupato sasso” su cui sorge, la rocca, già esistente, forse solo come una torre, nel Duecento, fu verosimilmente coinvolta con la “terra murata” di Monte Marsale[3] e la Torre di S. Giovanni in Campo, nella lunga guerra tra Pisa e Genova per il dominio dell’alto Tirreno, che ebbe come fulcro locale il “cassero”[4] di un borgo identificato per lo più con Capoliveri.
27 Ottobre 2023

Un’isola a portata di sport

Se, per effetto di qualche magia, si potesse progettare e realizzare il playground perfetto per ogni tipo di sport da praticare all’aperto, il risultato non sarebbe molto diverso dall’Isola d’Elba: aria pura, acque limpide, boschi lussureggianti, piane, colli e montagne, coste basse e scogliere, panorami mozzafiato… L’isola, vista dal cielo, si mostra in tutta la sua grande ricchezza di ambienti: si va dalle acque basse davanti alle lunghe spiagge di sabbia della Biodola, di Procchio, del Lido di Capoliveri, di Lacona e di Marina di Campo fino agli oltre 1000 metri delle cime del massiccio del Capanne, passando attraverso valli verdi e crinali rocciosi, altopiani e precipizi, vecchi borghi e marine attrezzate.
26 Ottobre 2023

L’Archivio del tempo di Sandro e Leonida Foresi, collezionisti e scrittori dell’Elba

Il ricordo di Sandro e Leonida Foresi: memorie storiche, collezionisti e scrittori dell’Elba. Giornalista, gallerista, tipografo e caricaturista, Leonida Foresi – in quasi cento anni – è stato tutto questo, ma non solo. Un secolo di vita segnato da un indissolubile filo conduttore: l’amore per la sua Elba.“Leo” – come amava firmarsi nelle sue vignette e come era conosciuto da tutti – è stato la ‘memoria storica’ dell’Isola, un instancabile collezionista e appassionato di tutto ciò che la riguardasse. Ci ha lasciati, da ‘quasi centenario’, nel 2014, e ciò che più lo rappresenta e ce lo fa ricordare col sorriso – al di là del suo animo ironico e gentile – è proprio il suo amore incondizionato per quel luogo dove ha vissuto tutta la sua esistenza; un sentimento talmente grande che possiamo ancora oggi ritrovarlo attraverso le colonne del Popolano e del Corriere Elbano, due giornali che hanno segnato e raccontato le vicende isolane di gran parte del Novecento. È difficile – se non impossibile – parlare di Leonida senza citare suo zio, Sandro Foresi: personaggio eclettico, di straordinaria cultura, fondatore de Il Popolano nel 1915 e talmente lungimirante da creare, negli anni trenta, l’associazione “Amici dell’Elba”, con l’idea di rilanciare l’immagine dell’Isola insieme a personalità di un certo rilievo nel panorama culturale italiano. Insomma, un vero antesignano del turismo all’Elba, tanto che fu anche uno dei promotori per far cambiare il nome di Porto Longone – troppo legato al carcere, e quindi con un appeal decisamente poco proficuo per i visitatori – con quello di Porto Azzurro. Sandro non aveva figli ed ebbe un rapporto strettissimo con Leonida, tanto da considerarlo molto più che ‘semplicemente’ un nipote: uno zio così speciale che trasmise a “Leo” la passione per la scrittura e per le caricature, e che fu talmente colpito dalle abilità del giovane Leonida nel tratteggiare i profili dei personaggi più in voga del momento, da lasciargli – a cominciare dal 1936 – un apposito spazio sul Popolano, dedicato ai suoi schizzi accompagnati da poesie in rima che descrivevano, bonariamente, il protagonista della vignetta. Il Popolano era la voce dell’Elba che, pur non disdegnando di trattare talvolta temi di rilevanza nazionale, era dedicato in particolar modo ad affrontare argomenti inerenti alla vita dell’Isola. Una delle maggiori battaglie condotte dalla rivista fu quella per impedire la chiusura dello stabilimento siderurgico, in origine appartenente alla Società “Elba”, poi ribattezzata “Ilva”.
26 Ottobre 2023

Viaggio alla scoperta di spiagge e coste dai mille colori

Le spiagge dell’Elba, immerse in un paradiso lussureggiante, baciato dal blu del mare, profumano di tamerici, pini e uliveti. Lungo i 147 Km di costa “trovano dimora” spiagge di sabbia dorata, scogliere di granito e scogli appuntiti, lidi di ghiaia e ciottoli bianchi, spiagge nere e rosse… i cui fondali variano dal verde mediterraneo al celeste caraibico.
24 Ottobre 2023

Santuari elbani

Quando si parla di Elba, il pensiero corre subito a vacanze di sole e di mare; eppure l’Isola offre a chi voglia visitarla meno superficialmente luoghi d’intensa spiritualità e di rara bellezza architettonica e paesaggistica. Delle sue chiesette romaniche, autentici gioielli in pietra incastonati nel verde circostante, oggi sono fruibili soltanto Santo Stefano alle Trane, in località Magazzini, a Portoferraio, recentemente restaurata, Santa Maria della Neve a Lacona, parzialmente trasformata, e i SS. Pietro e Paolo a San Piero, unico esempio a due navate, due absidi e due altari; mentre di San Menna, al Cavo, a due passi dalla spiaggia di San Bennato, non resta nulla, come denunciava sconsolato l’illustre erudito Remigio Sabbadini, già nel 1920, («La chiesetta esisteva ancora nel 1904, naturalmente ricostruita, e io ricordo d’averla veduta quando ne rimaneva ancora intatta una porzione di coro […] ora l’hanno distrutta per ricavarci quattro metri di vigna» in Nomi locali dell’Elba, Hoeplie) così di San Bartolomeo, nel comune di Marciana. San Michele, a Capoliveri, conserva soltanto l’abside, San Lorenzo di Marciana è assediata dai rovi, San Giovanni a Campo aspetta un tetto e San Felice in Cruce, a San Felo, tra Rio nell’Elba e Porto Azzurro, è inglobata in una casa colonica. Più fortunati sono stati invece i quattro santuari isolani, ancora meta di visite frequenti, e cari referenti di tradizione e di religiosità per le genti elbane: la Madonna del Monte a Marciana, la Madonna di Monserrato a Porto Azzurro, la Madonna delle Grazie a Capoliveri e l’Eremo di Santa Caterina a Rio.
11 Ottobre 2023

Montecristo

Un sottile profumo ci spinge a cercare il giusto filo di vento per giungere su un’altra Isola, questa volta molto speciale: Montecristo. Un’Isola che è tanto desiderata quanto irraggiungibile e forse questo la fa sembrare misteriosa come nessun’altra. Ma i misteri si svelano sempre! Il nostro mistero da svelare era quello della cucina, tema che come si è visto costituisce un “vero patrimonio culturale” di ogni piccola isola che con il proprio isolamento ha fatto di necessità ricchezza. Ma per Montecristo la curiosità fa veramente la parte del leone tanto grande quanto piccola, isolata e praticamente, in epoca moderna, abitata dai soli custodi. Caratterizzata nel basso medioevo dalla presenza di monaci eremiti, dal 1533, a seguito di una scorribanda del pirata Dragout, rimase disabitata per diversi secoli. Se si esclude l’esperienza ‘colonizzatrice’ dell’inglese G.W. Taylor a metà dell’ 800, e una limitata presenza temporale di una colonia penale con 45 detenuti e 5 guardie, dal 1874 all’84, bisogna attendere il 1890 per una presenza stabile e continuativa per gli ultimi 130 anni. L’Isola data in concessione, dopo l’acquisto da parte del neonato Stato Italiano, al Marchese Ginori come riserva di caccia, passò nella disponibilità della Casa Reale per rinuncia dello stesso Ginori a fronte di una passione e di un amore che aveva manifestato il futuro Re d’Italia Vittorio Emanuele III, che vi soggiornò nel 1896 con la Consorte per la maggior parte del viaggio di nozze. Passata nella disponibilità della Real Casa, nel 1890 si stabilirono sull’isola Cesare e Argia Donati che vi rimasero fino al 1920 a cui seguirono dal 1921 alla fine della seconda guerra Francesco e Bastiana Tesei.
11 Ottobre 2023

Elba un’Isola da Amare

Narra la leggenda che Giasone, stanco di navigare, fece sosta su una spiaggia dell’Elba per tergersi la fronte dal sudore, macchiando così le immacolate ghiaie e lasciando per sempre il segno del suo passaggio per poi riprendere il lungo viaggio alla ricerca del vello d’oro. Quel che la leggenda non dice, però, è che Giasone, incantato dalla straordinaria bellezza dell’isola e dalla seducente trasparenza del suo mare, si innamorò di questa terra a tal punto, che qui volle rimanere per il resto della sua vita, lasciando che Argo e il suo eroico equipaggio proseguissero nell’impresa senza di lui.
10 Ottobre 2023

Un’Elba sacra

La Grande Traversata Elbana (GTE) è il lungo e suggestivo itinerario che, per diversi sentieri e diramazioni, segue i crinali delle dorsali dell’isola, percorrendola tutta da est ad ovest. La GTE parte dal Cavo, che guarda Piombino ed il continente, per giungere fino alle pendici occidentali del massiccio del Monte Capanne. La conclusione ideale è il Santuario della Madonna del Monte, alto sopra Marciana, fra le rocce di granito del Monte Giove. Qui da tempo immemorabile sgorga una fonte perenne. Nel riparo naturale offerto da un acrocoro[1] di massi granitici, non lontano dal santuario, si trovava un insediamento di pastori preistorici. La salita per arrivare al santuario è scandita da quattordici cappelle della via Crucis, come quelle che generalmente portano ai sacri monti italiani. Sotto il sole il sentiero è duro, immerso in una natura fatta di rocce e cespugli, priva di alberi che diano ombra, ma la fatica è temperata dalla vista che si apre sulle valli e sulla distesa azzurra del mare elbano. Poi d’improvviso ecco aprirsi il piazzale, con i secolari castagni dai tronchi massicci, contorti e nodosi, che hanno visto Napoleone e San Giovanni della Croce, il condottiero di eserciti ed il condottiero di anime. E poi ecco l’acqua che sgorga fresca ed incontaminata di fronte all’ingresso della piccola chiesa.
10 Ottobre 2023

Premio internazionale Isola d’Elba R. Brignetti

Negli anni ’60 un gruppo di letterati toscani animato da Geno Pampaloni e Rodolfo Doni fondò il Premio letterario che, dal 1984, porta il nome di Raffaello Brignetti, affermato scrittore nativo dell’Isola del Giglio e adottato dagli elbani per la sua lunga e importante permanenza a Marciana Marina. L’ambizione era quella di immaginare una sorta di isola di “Utopia culturale”, capace di accogliere e coronare grandi spiriti, non solo italiani e non solo narratori. Grazie al riconoscimento, sull’Isola sono arrivati poeti come Gatto e Montale, scrittori come Böll, Landolfi e Klüge, storici come Denis Mack Smith. Tra i finalisti, spiccano nomi illustri del calibro di Pasolini e Zanzotto, Max Frisch e Solzenicynl. Dopo un’interruzione di 10 anni, ha aggiunto al suo blasone il nome di Raffaello Brignetti, l’autore del Gabbiano Azzurro, che aveva fatto dell’Elba la sua patria elettiva, trasfigurando il mare nello specchio metaforico delle sfide della vita. Dal 1984 il Premio ha ripreso il suo dialogo con le correnti più vive della cultura contemporanea grazie alla generosità, alla dedizione e alla sensibilità di Alberto Brandani, un manager convinto che il libro sia un indispensabile volano di sviluppo. Sono così arrivati altri allori significativi: tra i tanti, Mircea Eliade, Michel Tournier, Elemire Zolla, Mario Luzi, Maria Luisa Spaziani, Muriel Spark, Javier Cercas, Domenico Starnone.
6 Ottobre 2023

Tesori sommersi

Quest’ Isola, regina del Tirreno, nasconde però altri tesori naturali che ogni anno attraggono piú di 120.000 appassionati. Le acque cristalline del suo mare celano infatti fondali immacolati abitati da “esplosioni di colori e di vita” che niente hanno da invidiare alle mete turistiche tropicali. Per apprezzare in sicurezza queste meraviglie è necessario dotarsi di un brevetto subacqueo il cui rilascio richiede “sforzi”, se così possiamo definirli, che saranno emozionalmente ripagati. Fin dalla prima immersione veniamo avvolti da un’accogliente coltre blu e poco dopo una breve discesa scopriamo un mondo che oltrepassa ogni immaginazione. Lo stupore e l’ammirazione prendono il sopravvento nel “toccare con gli occhi” rocce ricoperte di organismi animali e alghe dalle tinte variopinte; spugne dalle tonalità del giallo, arancio, rosso fino al viola e al blu; animali invertebrati simili a fiori che, aggrappati agli scogli, ondeggiano al ritmo delle correnti; rami di rosso corallo che nelle spaccature più profonde si pavoneggiano, mostrandoci i loro piccoli tentacoli bianchi e regalandoci un impatto visivo ed un accostamento cromatico che solo la natura può generare. È molto probabile che la nostra attenzione sia catturata da un’incantevole coreografia marina che il fondale ospita, per poi essere distolta da lente “passeggiate” o repentini passaggi nel blu di eleganti aquile di mare che librano nell’acqua, di branchi di inoffensivi barracuda incuranti della loro presenza, di rosati dentici a caccia di pesci piccoli e cefalopodi, e di grandi cernie. Se osserviamo da vicino le rocce è facile scovare la tana di un polpo “guardingo e attento” ai nostri movimenti e poco lontano una murena che scivola tra gli scogli. È difficile descrivere con parole le emozioni e le sensazioni vissute, esplorando i segreti del mare che ci racconta anche storie di popoli e genti con i suoi relitti adagiati sui fondali: antiche navi romane che trasportavano anfore, bastimenti a vapore utilizzati per il trasporto merci, navi armate nei periodi bellici.